mercoledì 25 gennaio 2012

Fango in movimento

La piccolina in primo piano è di Luisa, quella sulla destra- che nella foto sotto è a sinistra - è la mia riposta epica alla sua lirica. Una versione monumentale ed essenziale della prima (questa era la consegna)

Per me era una mamma che risponde al piccolino.
Sorella maggiore- ha suggerito il maestro.

 Forse come mamma non è abbastanza accogliente e totalmente dedicata al suo piccolo?
..beh, invece ci gioca e c'è in caso di bisogno, però tutte le sue energie non sono concentrate su di lui, si vede è stato svezzato da un pezzo...

poi quella terza figura (sempre di Luisa) riporta equilibrio nella relazione - il papà serve.

Invece nella foto qui sotto, quella specie di cervello in fondo a sinistra era tutta una cosa all'ombra riparata da custodire e proteggere tanto che alla fine ho chiuso tutto perchè non volevo che nessuno guardasse dentro e disturbasse ciò che ci sta crescendo e non vuole essere giudicato e analizzato da sguardi estranei.

La consegna dei tredici piccolini era quella di modellare forme della dimensione di una o due falangi e di metterle in relazione tra loro nello spazio: parto da una sfera dalla quale emergono testa coda e becco, da una sfera analoga prolugata in orizzontale si sviluppa un cagnolino o un umano...insomma questa sfera-semino potrebbe diventare qualsiasi cosa. O meglio: all'origine di tutto c'è l'Uno che si è differenziato in tante forme di vita perchè ciascuno trovasse la sua strada che lo ricondurrà all'Uno ma su un altro livello. (sì, lavorando in punta di dita la testa si mette in moto, mentre smuovendo grandi masse di creta è tutto il corpo che entra in gioco e la testa non sa sempre che cosa ne uscirà)


Poi quando c'era da tenere tra le mani della creta da coccolare e ognuno se ne stava in silenzio ripiegato sul proprio lavoro, quella sfera palpitante ha preso le sembianze di un feto che potrebbe ancora diventare, ha ancora la coda e le branchie ce le deve avere avute fino a poco fa.

Quando poi si doveva fare la versione monumentale di uno di quelli piccolini era normale che mi mettessi a fare un bambino. Ma non è desiderio di maternità come tutti hanno velocemente diagnosticato, forse è desiderio di cose nuove, che nascono che crescono che possono ancora tutto

martedì 10 gennaio 2012

Augurio

Che quest'anno mi porti...
  tante rughe!
- purchè al posto giusto -



(del resto il posto in cui mi verranno le rughe
dipende solo da come prenderò quest'anno...)





giovedì 5 gennaio 2012

verbi servili

L'inferno è un posto in cui i bambini sono obbligati ad andare a scuola e imparare  un sacco di cose
L'inferno è un posto in cui gli adulti sono costretti a lavorare per vivere
L'inferno è un posto in cui le madri devono occuparsi dei figli e stare con loro un sacco di tempo
L'inferno è un posto in cui un uomo e una donna devono vivere nella stessa casa e stare insieme finchè morte non li divida.

Il paradiso è un posto in cui  i bambini possono andare a scuola e imparare un sacco di cose.
Il paradiso è un posto in cui gli adulti possono lavorare per vivere
Il paradiso è un posto in cui le madri possono occuparsi dei figli e stare con loro un sacco di tempo
L'inferno è un posto in cui un uomo e una donna possono vivere nella stessa casa e stare insieme finchè morte non li divida.

venerdì 30 dicembre 2011

Padre e figlia


 "Ciao papà, noi andiamo, ciao"
"Andate? con chi vai?"
"Con la mia amica Franca"
"E dove andate?"
"Alla festa, a mangiare la torta"
"E come andate? "
"Con la mia macchina, adesso vado, va bene? ciao"
(dopo mezzo minuto)
"pronto Giulia?"
"pronto papà? cosa c'è?"
"dove sei?"
"sono alla festa"
"che cosa stai facendo?"
"sto facendo... sto facendo la cacca"
"MIMMI, STAI FACENDO LA CACCA SUL SERIO?"
"sì"
"(oh, cacchio...) Aspetta che ti porto il vasino!"

mercoledì 28 dicembre 2011

fiaba collettiva


Anni fa su un forum di gente in ricerca abbiamo scritto una fiaba collettiva. La proposta era mia, hanno iniziato gli altri. Ma nessuno aveva il coraggio di infrangere l'idillio creato e così a una certo punto sono intervenuta io con la prepotenza che mi caratterizza, tanto che poi alla fine le ultime puntate sono tutte mie.

Ringrazio Stefano, Fox, Ester e Jane- dei quali conosco solo il primo- per aver scritto con me questa storia e chiedo il permesso di pubblicarla qui. 


martedì 13 dicembre 2011

ATTENZIONE, QUESTO è UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO:



Regala un libro che si può anche cantare 
che si può anche danzare,
 che dura tutto un anno e non finisce mai.
 Farina del mio sacco.


IL LIBRO CON LE FOTO E IL CD CON LA CANZONE E il VIDEO DELLA DANZA SONO IN VENDITA A PARTIRE DA DOPODOMANI.




Un semino che diventa....

è una storia
di crescita e di trasformazione
di vita morte e rinascita


è un libro di stoffa
fotografato in ogni stagione
da sfogliare all’infinito, partendo da qualsiasi pagina


è una canzone da cantare insieme
che ripercorre le quattro stagioni
i quattro elementi
le fasi della vita

è una danza da giocare e improvvisare
anche con bambini piccoli
per assaporare il ritmo della vita
e trovare il proprio spazio
tra la Terra e il Cielo





Ideazione libro, canzone e danza: Charo Segrè

Realizzazione libro e fotografia:  Charo Segrè
Impaginazione: Alessandra Prina
Stampa: Edizioni Guardamagna

Arrangiamento e produzione: Carlo Coppadoro
Tromba e flauto: Carlo Coppadoro
Chitarra: Alessandro Capsoni
Voci: Jonas Capsoni, Giulia Capsoni, Charo Segrè

Riprese: Francesco Segrè
Montaggio: Sara Arango Ochoa










domenica 4 dicembre 2011

Jonas, improvvisazione natalizia





Gesùùù bambiiiino dentro la pancia della maaaaaamma
 Gesùùùù bambino fuori dalla pancia della maaaammma
 è la stooooria più beeella del moooooondo
 è la noveeeeellla stoooria!




.

domenica 27 novembre 2011

Scriveteli, per favore

Questi sono i libri che vorrei leggere e regalare per natale.
Per ognuno di essi ho in mente qualcuno di voi che potrebbe scriverli, alcuni li dovremmo forse scrivere insieme, altri potrebbero essere titoli di raccolte di Autori Vari.
Se vi riconoscete come potenziali autori potete lasciare un breve abstract come commento.



L’insostenibile presenza dell’eternit.
Inchiesta sull’amianto nel saglianese.

D’amore non si muore, di fame sì.
Riflessioni ero-gastronimiche di un aitante scienzato.

La poligamia mentale non è reato.
Vivere monogami e fedeli senza porsi limiti.

Lo smaronamento della maternità.
Per un’immaginario più realistico dell’essere madre.

La ciliegina sulla merda.
Autopsia amorosa.

Bacco tabacco e porco.
La via per la felicità.

L’Altro come orpello.
Guida all’autarchia sentimentale ( in allegato: Manuale di autoerotismo)

L’uomo sulla seggiolina.
La teoria della seggiola vuota nel cuore di ogni donna.

La famiglia allo stato gassoso.
Post-femminismo materno applicato sul piano teorico.


Milanesità campestre.
Come mantenere un'agenda milanese pur vivendo in campagna.

Io, te, lei, lui, l’altro e quello lì.
E’ tutto sotto controllo.

Se non capisco Dio è colpa sua.
La filosofia del “cosa posso farci se sono così” applicata alla ricerca spirituale.

Il neonato promozionale.
Quando e perchè nascono bambini perfetti.

Toccata e fuga.
Diario di un musico farfallone.

Il coltello, la pentola e la pietra focaia.
Perchè possedere più di tre oggetti?

La mente mente.
Cambia il mondo cambiando il tuo modo di vederlo.

Sorrisi verticali.
Racconti piccanti al femminile.

Pulirsi il culo con i coriandoli.
Entrare nel mondo del cinema in Italia.

L’inutilità della parola.
Atlante fotografico di espressioni facciali da utilizzare in alternativa a inutili verbosità.

mercoledì 23 novembre 2011

Canoni di bellezza femminili


Sull'antologia mi hanno detto che non si poteva mettere l'immagine della fotomodella fotoritoccata perchè non dobbiamo promuovere l'ideale di bellezza anoressica, e se mai di sostituirla con un'altra foto di modella magra per riflettere sul fatto che i canoni di bellezza cambiano. E nemmeno quella delle Winks si può pubblicare: propone un'ideale femminile diseducativo.
APPUNTO.


Allora ditemi voi se questa attività vi sembra diseducativa o no: per usarla in classe si possono mescolare tutte le frasi per farle riordinare secondo un criterio logico o cronologico, e poi chiedere di organizzare un discorso aggiungendo considerazioni personali.
Ma in realtà io dal vivo in classe presenterei solo le immagini guidando con domande un confronto tra i ragazzi. Il target è terza media...ma non solo.


Si definisce “canone di bellezza femminile” l’insieme di tutte delle caratteristiche considerate tipiche della bellezza in un dato periodo storico e in un luogo particolare. Il canone funziona da modello ideale per giudicare la concreta bellezza di una donna: più le caratteristiche di un individuo  si avvicinano a quelle del canone, maggiore è la bellezza che gli viene riconosciuta.

Dai dipinti nei quali è raffigurata Venere si può conoscere quale fosse il canone di bellezza del tempo. Venere è infatti la dea dell’amore, e quando i pittori raffiguravano questa divinità si ispiravano alle modelle considerate più belle e affascinanti.


Un tempo in Europa, e ancora oggi in alcuni paesi,  le donne ricche non facevano attività fisica, mangiavano in abbondanza e non prendevano mai il sole, per mantenere la pelle chiara e le forme morbide. Solo le contadine erano magre, muscolose e abbronzate perché mangiavano poco e lavoravano molto, spesso sotto il sole.


Negli anni Quaranta del Novecento, Marylin Monroe era considerata la più bella delle attrici di Hollywood. Gran parte del suo fascino risiedeva nelle curve morbide e abbondanti.

Oggi un corpo femminile è considerato bello se è magro, scolpito dall’attività fisica e abbronzato. Questo significa anche che per conquistare la bellezza sono necessari tempo e denaro. Un corpo femminile abbondante, non tonico e non abbronzato è infatti più comune tra coloro  che non si possono permettere palestre, vacanze al mare e dietologi.

Oggi è molto raro vedere nella pubblicità, al cinema e nel mondo spettacolo corpi femminili che non corrispondano a un canone di bellezza ben preciso, mentre nessuno pretende che conduttori televisivi o cantanti di sesso maschile siano esteticamente belli.

La modella Filippa Hamilton è alta un metro e settantotto, pesa 54 chili e porta una taglia 38, ma in una recente campagna pubblicitaria per Ralph Lauren la sua foto è stata ritoccata col fine di farla apparire ancora più magra.



Oggi vengono mostrati solo corpi femminili che rispecchiano i canoni di bellezza correnti, essi vengono spesso modificati con il fotoritocco, che  ha lo scopo di rendere più bella un’immagine inseguendo un ideale di perfezione: talvolta però le proporzioni armoniose del corpo umano vengono stravolte a tal punto da risultare sgradevoli.


Fin da piccole alle bambine vengono proposte immagini femminili con proporzioni non realistiche, presentate come ideale di bellezza.
Se esistesse ad esempio una donna con il fisico simile a una Winks, avrebbe gravi problemi di respirazione a causa delle dimensioni della cassa toracica e dei polmoni, avrebbe caviglie troppo fragili per reggersi in piedi e sarebbe così sottopeso da dover essere ricoverata.


Le immagini stereotipate del corpo femminile magro e tonico contribuiscono a rendere insicure le donne, particolarmente le adolescenti, perché vengono indotte a pensare di essere “sbagliate” e brutte se si discostano da quel modello irraggiungibile di perfezione.

martedì 22 novembre 2011

Antologia: non è una bugia!


Ormai la gente mi chiede: "Come va l'enciclopedia?" Sorrido alla battuta, ma il più delle volte l'interlocutore resta serio: da come ne parlo e da quante energie mi risucchia giorno e notte potrebbe davvero trattarsi di un enciclopedia...

"Ma sarà vero che stai facendo un'antologia o è come la storia dei ragazzi che dicono ai genitori che si stanno laureando all'università e il giorno della laurea si scopre che è tutta una montatura?"
(Ad offrirmi la sua intramontabile fiducia è, naturalmente, Ale.)

Insomma, per dimostravi che è tutto vero, ecco un'anteprima dell'antologia.

Siccome noi autrici (ed io in prima linea), spaccavamo troppo le palle sull'aspetto grafico, la casa editrice ha ritenuto opportuno non coinvolgerci in tutti i passaggi e così anche io oggi per la prima volta vedo alcune cose.
La cosa più bella di tutte sono le illustrazioni ( ho dovuto lottare un pochino per convincerli che era necessario scegliere disegni realistici e non sproporzionati ed ellittici.)


AL MOMENTO NON SONO DISPONIBILI LE ANTEPRIMA, tra qualche mese saranno a disposizione alcune copie omaggio nelle scuole e forse potrò ripubblicare i link

lunedì 14 novembre 2011

Una spada per amare



La conoscete la storia di San Martino che tagliò il suo mantello rosso e ne regalò metà a un poveretto infreddolito?
 Era l'11 novembre, ma  in quel momento il sole cominciò a splendere e tutto il creato brillò di mille colori. Per questo ogni anno in mezzo all'autunno ci sono alcuni giorni insolitamente caldi: è la famosa estate di San Martino.


Qualche mattina fa, nell'oretta in cui faccio la mamma prima di sbolognare i pargoli e lavorare come un'ossessa, abbiamo messo in scena uno spettacolino lampo.
Era chiaramente necessario inserire una principessa e naturalmente non poteva mancare una bambola.
D'altro canto la protagonista non poteva che essere la spada, possibilmente conficcata in una roccia e poi serviva un drago.
Ecco cosa è venuto fuori:


C'era una volta il cavaliere Martino che era andato nello stesso posto dove era andato molto tempo prima il cavaliere Giorgio. La sapete la storia del cavaliere Giorgio?
Un giorno- precisamente il 29 settembre- Giorgio se ne andava con il suo cavallo co-clop co-clop co-clop.  E la sua spada, certo, e anche il suo mantello, sì, e una bambola? Sì, una bambola piccolina e rosa.
Galoppa galoppa arriva in un villaggio, ma la gente invece di fare a gara per invitarlo a mangiare e a chiacchierare, come capitava di solito, si chiudeva in casa SBRANG!  e non apriva nemmeno se lui bussava toc toc?  NO! 
Allora il cavaliere si inerpicò su per una montagna, sulla quale viveva un eremita che lo fece entrare. E una principessa. E una bambola. Piccolina e rosa. Anche la principessa era piccolina e rosa.
L'eremita spiegò a Giorgio che nel villaggio la gente aveva cominciato a chiudersi in casa da quando un drago era venuto ad abitare in una grotta lì vicino. Quel drago era proprio lo stesso che l'Arcangelo Michele aveva scacciato dal Cielo nel primo 29 settembre dell'Universo, un attimino prima che Dio iniziasse la Creazione in quel nuovo spazio che si era creato tra il Regno Divino e il neonato Regno delle Tenebre: da allora quel drago, che gli angeli ribelli avevano fabbricato per tornare nel Regno della Luce, aveva sempre cercato di portare gli esseri umani dalla sua parte, per fare scacco matto a Dio.
L'unica cosa che si poteva fare per placare il drago era dargli in pasto ogni mese una fanciulla. Ormai erano state sacrificate tutte le ragazze del villaggio e toccava alla principessa (piccolina e rosa) e alla sua bambola piccolina e rosa.
Quella notte il cavaliere sognò un essere luminoso che gli diceva "Prendi la mia spada di luce e uccidi il drago: ti basterà pronunciare il mio nome. Quando il drago ti attaccherà grida MICHELE! e lancia la spada"
Il mattino seguente Giorgio si svegliò e vide che al muro era appesa una spada: l'eremita gli raccontò che l'aveva lasciata un misterioso straniero. La principessa diede da mangiare per l'ultima volta alla sua bambola- che si chiamava Bambola- e poi si fece legare a una roccia e attese. Appena il drago comparve, Giorgio gridò MICHELE!!! e ....piano però! non così forte, rischi di ammazzare qualcuno e la spada rischia di rompersi... no, scusa, hai ragione, contro il drago bisogna usare tutta la propria forza. (il cavaliere non conosceva l'ebraico e quindi non sapeva che ciò che stava gridando significava per la precisione MI KA EL= CHI è COME DIO?). Il drago stramazzò al suolo, Giorgio liberò la principessa e fecero un gran girotondo - con la bambola piccolina e rosa.




Molti anni dopo, precisamente l'11 novembre, passò per quello stesso posto un altro Cavaliere, anche a lui tutti chiusero la porta in faccia, anche lui andò dall'eremita, anche lui incontrò una principessa, anche lei aveva un bambola piccolina e rosa che si chiamava, pensate un po' la coincidenza, Bambola.
Anche lui vide una spada, era proprio la stessa spada che Michele aveva regalato a San Giorgio, ma era conficcata in una roccia. Perchè dovete sapere che sulla terra non esistevano le spade fino a che Michele non donò la sua a Giorgio. Da quel momento il drago era stato sconfitto, ma gli esseri umani, gasati dalla scoperta di questa formidabile arma, avevano cominciato a fabbricarsene di simili, e con esse avevano ammazzato e depredato. Chi non voleva usare le armi veniva derubato e ucciso, i più cattivi erano diventati anche i più ricchi e vivevano sfruttando gli inermi. Per questo nessuno si fidava ad aprire la porta. Per questo la Principessa era scappata dal castello, disgustata dalla violenza, e aveva deciso di dedicarsi ai poveri e alle bambole piccoline e rosa.
La spada di Michele era stata conficcata nella roccia proprio da San Giorgio, che aveva detto: "Finchè gli esseri umani useranno le armi per portare la morte e l'odio sulla Terra, la spada di luce resterà conficcata in questa roccia. La potrà estrarre solo chi la saprà usare per portare la vita e l'amore sulla Terra".
Quella mattina Martino vide la spada nella roccia, prese le goccine omeopatiche per curarsi dal vomito e dal maldipancia senza fare neanche una smorfia, e divenne così forte che estrasse la spada di luce dalla roccia.
Era lui dunque il predestinato che avrebbe portato la vita e l'amore con un arma? Ma in che modo? Mentre andava in giro col suo cavallo (co-clop co-clop co-clop) vide la principessa che stava dando la pappa a una bambola che tremava di freddo. Allora Martino prese il suo mantello e SQUASH! lo tagliò a metà con la sua spada, per donarne metà alla bambola piccolina e rosa.

E la luce del suo amore riscaldò tutta la Terra.




N.B. I golfini rosa sono stati realizzati da Maria Teresa. Grazie mille!!

I quattro elementi



A Jonas avevo detto che al seminario di arteterapia avevamo fatto delle cose molto belle e difficili, come rappresentare con la creta la terra, l'acqua, l'aria e il calore.
Quando ha visto la mia esercitazione ha subito individuato la terra e l'acqua e non aveva dubbi su quale fosse la parte più calda. L'aria l'ha indovinata ma secondo me solo per esclusione perchè in effetti non è che mi sia venuta molto bene...




Anche la Mimmi ha riconosciuto subito il calore, obbligandomi a chiedermi se sia io ad essere una grandissima modellatrice o i miei figli ad essere geniali.

Ho chiesto ad Ale che cosa pensava avessi raffigurato con la creta:
un pallone...e dell'insalata?

venerdì 11 novembre 2011

Dal cielo, verso il cielo

- Mamma, ma perchè i vulcani ruttano?
- I vulcani eruttano perchè il fuoco che si trova imprigionato nel centro della terra sale verso l'alto e dove trova un buco esce.
- E perchè il fuoco sale verso l'alto?
- Le fiamme salgono sempre verso il cielo
- Anche l'acqua sale verso il cielo?
- Sì, quando c'è molto calore l'acqua si trasforma in vapore e sale verso il cielo
- Perchè l'acqua viene dal cielo, vero?
- ..Sì, la pioggia cade dal cielo
- E quindi l'acqua vuole tornare nel cielo?
- Sì.
- Anche il fuoco viene dal cielo?
- beh, ....sì il calore del sole viene dal cielo e anche i fulmini vengono dal cielo
- Ma anche la terra viene dal cielo!
- E beh, sì, si può dire così.
- Anche noi veniamo dal cielo e ci vogliamo tonare, vero? ma però quando siamo morti...!

martedì 8 novembre 2011

GODIAMO!

uscendo di casa

Arcobaleno in terra

ciascuno coi suoi tempi

ordine

ricami

omaggio all'autunno

oro

fuochi d'artificio

bouquet di sangue

Tra carminio e vermiglio: la chiesa della  Santa Maria Assunta a tempo indeterminato.

Mamma, l'abbelo è losa (l'albero è rosa)

Rosa come l'autunno

Si prega di rispettare le sfumature, grazie.

Mamma, il segreto della terra è l'acqua

Cachi oggi, cachi domani

Prugnolo

Ognuno sceglie il suo

E' losa!!!

mercoledì 2 novembre 2011

La prima storia di Giulia

C'ela una volta una pincipessa e poi...
aveva male zampa e allora ...pende un coltello
e poi...va dal le.
C'ela una volta un cacciatoe e poi potta la canne al le.

note al testo:
le= re
canne= carne

martedì 25 ottobre 2011

Il drago delle ciambelle

 Per festeggiare i quattro anni, Jonas ha scritto una sceneggiatura e costruito una scenografia con l'aiuto della superbambinaia Claudia-grazie-di-esistere e di Giulia (che adesso non si fa più chiamare Mimmi perchè ha due anni e non è proprio grande ma diciamo che è "un po' piccola e un po' grande")


backstage: la vestizione della principessa (prossima a cadere al suolo per il sonno) e la scarpetta perduta del cacciatore.(il fucile l'ha costruito Ale)

Le principesse passano le loro giornate chiuse nel castello a filare. E si annoiano.

Il cacciatore porta la cacciagione al Re
(alla domanda "chi vuole fare il re? deve solo ricevere della carne" Tropie si è offerto immediatamente)

Ma un enorme drago si aggira per la foresta.
 Il cacciatore, però,  costruisce delle trappole e riesce a catturarlo

Il drago viene rinchiuso nelle segrete del castello e la principessa, che si annoia, decide di andare un po' a vedere com' è.
All'inizio la principessa si spaventa, ma poi il drago dice "Buon giorno" e allora la principessa  gli porta molte buone cose da mangiare. Il drago le accetta per gentilezza, ma poi si sente male perchè in realtà lui mangia solo ciambelle.
Tutto il reame allora comincia a cucinare ciambelle per il drago.


Un giorno però un terribile drago di ferro che sputa fuoco minaccia il regno.
Ma il drago mangia ciambelle sputa acqua e così spegne le fiamme del drago di ferro e lo arruginisce.
Il cacciatore può così finirlo col suo fucile e tutto il popolo può cantare danzare e mangiarsi torte e ciambelle.

GRAZIE A TUTTI I PARTECIPANTI!!!

giovedì 20 ottobre 2011

Sukot- festa delle capanne

Questa festa la voglio fare da mille anni e non ci riesco mai.
L'idea sarebbe di costruire una capanna molto rustica (il tetto deve essere di rami attraverso cui si vedano le stelle): per tutta una settimana si cerca di stare il più possibile nella capanna a mangiare, pregare, studiare e dormire. Il bello naturalmente è il fatto che cada a fine ottobre- ad agosto sono buoni tutti a dormrie sotto le stelle!
Con questa festa gli ebrei ricordano gli anni passati nel deserto prima di raggiungere la terra promessa. E' un modo per ricordare che siamo tutti un po' precari e nomadi su questa terra. Ma sopratutto, quando ti appresti a dormire in una capanna senza tetto solido o teli impermeabili ad ottobre, ti viene quasi naturale alzare uno sguardo al Cielo e dire "beh....ci pensi tu, va bene? grazie". Cosa che se si fosse beneducati si farebbe un po' più spesso anche tra le solide mura domestiche.

Chiaccherando con amici frequentatori di ebrei, riflettevo sul fatto che gli ebrei Chassidim - con cui ho avuto l'immenso piacere di scambiare qualche parola a volte - non rispondono mai una domanda senza ricordare ciò che di non umanamente pianificabile esiste nella vita umana.
Per esempio:
- Come stai?
-Bene, grazie a Dio.
- Allora ci vediamo domani?
- Sì, se Dio vuole.

E ineffetti se ci pensi perchè dovrebbe essere normale stare bene? Perchè dovremmo essere così sicuri che se abbiamo deciso di fare qualcosa domani riusciremo a farla?
Io spesso termino così le frasi, ma mi premuro di farlo tra me e me perchè se provi a dire a un tuo amico "ci vediamo domani, se Dio vuole" quello si tocca le palle per dieci minuti e ti insulta dicendo che stai gufando. Se invece rispondessi  "sto bene, grazie a Dio" la prima volta risulterei spiritosa, la seconda volta verrei guardata con sospetto e la terza la gente comincerebe a chiedersi se qualche fondamentalista religioso sia entrato nel mio corpo per manovrarmi.

A parte l'excursus, ecco la nostra festa-lampo di Sukot (40 minuti netti un sabato pomeriggio in Valsassina, da Rosa, Giano ed Enea)

raccolta di legni...e di mele

La capana, la mela e....la trappola

La mamma cade nella trappola che jonas ha architettato tendendo un un ramo di vite senza foglie


grasse risate
anche la Mimmi, caduta in una trappola invisibile rotola e rotola nel



me

donna madre coinquilina zia amante figlia nipote cugina amica conoscente sconosciuta mistica presuntuosa idealista rompicoglioni - a seconda dei punti di vista (dimenticavo: “Brof” per gli alunni arabofoni)