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martedì 4 novembre 2014

Improvvisazione tra il bucato


 Da una geniale idea di Elisa Ghion, maestra di Contact Improvisation:

corde tese come corde
vocali

 
tessuti stesi come tessuti
connettivi

martedì 14 ottobre 2014

Cosmogonie sonore in Locanda


Quando mi interrogo sul senso della vita (cioè spessissimo, specialmente quando sarebbe il caso di passare la scopa in cucina e quando per eliminare i pidocchi dovrei mettermi a lavare  tutto a 90 gradi) mi ritrovo a retrocedere all'indietro nel tempo cercando risposte nel grado di intensità e apertura verso il mondo che avevo a 10 anni, nell'esperienza intrauterine e ancora più in indietro quando qualche goccia di quella che ora chiamerei a casaccio la "mia anima" assisteva partecipe all'evoluzione della specie e alla creazione del cosmo.
Appoggiandomi qua e là su miti e leggende raccattate in giro e aggiungendo qualche volo visionario e scivolone pindarico, mi capita spesso di interrogarmi sulla cosmogonia, ossia sull'origine dell'universo. Ecco perchè quando Elisa mi ha parlato di cosmogonie sonore spiegandomi che si trattava di ricercare e  sperimentare in un cerchio ristretto i suoni che esprimono le vibrazioni di cui è composto il creato, io ho detto sì.
secondo incontro di cosmogonie a Sagliano
L'ho proposto a scatola chiusa agli amici in zona non volendomi prendere la responsabilità di escludere a priori quelli che sapevo avrebbero alzato uno scettico sopracciglio rispetto a una proposta assolutamente vaga e con un classico retrogusto fricchettone charesco.

giovedì 9 ottobre 2014

Prove di danza in Locanda

21 settembre - una vera ballerina coi capelli lunghissimi viene proprioo in Locanda a fare le prove per un assolo!
 durante una piccola pausa alle piccole ballerine è permesso mettere su la musica della ballerina vera e ballare come lei e appena lei rientra escono subitissimo.

 

(Grazie Mati per il tuo assolo tutto per noi, hai per caso trovato un pubblico altrettanto adorante alla prima della tua performance?)

Metà muro è vivo, l'altra metà ha l'anima

E mentre il primo pezzo di muro di paglia e fango germoglia, prima che arrivi l'inverno, ci apprestiamo a fare l'altra parte del muro, con una nuova tecnica appresa via telefono, accatastando informazioni, esperienze e un po' di improvvisazione.



Il vicino sorride, finalmente potrà tagliare gli alberi che aveva dovuto fare crescere per garantirsi un po' di privacy, per ringraziarci ci regala pomodori del suo orto, fichi e pere cotte nel vino.

Anche se la tecnica è diversa, pure questa volta ci vorranno un po' di giorni di lavoro comunitario e ci si sporca quasi uguale.

Ora non pucciamo più la paglia nella melma per poi fare schizzare via gli eccessi liquidi, ma impastiamo con i piedi terra e paglia cantando in coro e danzando.



L'idea è quella di creare una struttura di legno tessendo rami di nocciolo (mi raccomando nocciolo!- Jonas viene con noi sulle rive del Crenna per segarsene qualcuno per fare arco e frecce).
Quello sarà lo scheletro del nostro cemento a(r)mato, la carne sarà di sabbia e argilla meticolosamente miscelate in proporzioni che a rigor di logica dovrebbero non creare crepe asciugando. 
L'anima di legno viene poi abbracciate da sfere di creta pagliosa con racchiuso nel cuore qualche filo di paglia più lungo che costuiscono tendini e muscoli che permettono di legare i pali tra loro e renderli più resistenti.








Una grande gioco di muratori panettieri vendemmiatori tessitori scultori.










mercoledì 10 settembre 2014

Un massaggio per la Locanda


Giovedì sacro d'agosto ho scelto di portare il mio contributo ai lavori in Locanda proponendo la Giornata di Shiatsu per tutti: in cambio manodopera o monetine per costruire il muro di paglia in Locanda. E' considerata manodopera anche intrat-tenere i bambini durante i lavori. Se non fosse che i bambini si sono intrattenuti da soli e hanno organizzato un'ora di scambio shiatsu in religioso silenzio ... Deve essere il potere di San Fermo che si estende fino a qui..



La Guaritrice dei Buschi

venerdì 22 agosto 2014

un muro per unire (muro fatto in casa)

Indovina indovinello, cosa è questo e cosa è quello? 
Sì, bravi, questa è pasta fatta a mano in locanda e quell'altro...mmhh...
Ve lo dico io: paglia e fango.
Dovete infatti sapere che sognamo da sempre l'autocostruzione di un muretto in terra cruda in veranda come divisorio con il terreno del vicino, ultimamente ci è venuto però il dubbio che forse "autocostruzione" non significhi "che si autocostruisce da solo" e abbiamo deciso di rimboccarci le maniche per costruircelo noi (è stato poi necessario rimboccarci anche le maniche dei pantaloni...)
Naturalmente nessuno di noi ha mai fatto un muro in terra cruda, e questo è un grande vantaggio perchè significa che nessuno è stato appesantito della responsabilità di guidare i lavori e nessuno si è sentito in diritto di delegare l'improvvisazione agli altri, ma tutti ci siamo siamo assunti la nostra fetta di rischio, sotto lo stendardo democratico del SACROSANTO DIRITTO DI FARE (E DIRE) CAZZATE. Parafrasando Raffaella Carrà: "tante volte l'ignoranza è la strada per la virtù" e chi sa di non sapere è senza dubbio il più saggio tra gli umani. 

Dunque, prima di tutto bisogna prendere l'argilla dal terreno in cui Elisa e Riccardo si stanno autocostruendo la casa (anche lì sembra che da sola la casa faccia molto poco), sminuzzarla tutta a bastonate e setaccio - scoprendo poi che invece quel procedimento era necessario solo per l'intonaco ma l'effetto muiscale di colpi, movimenti rotatori del setaccio e gemiti di sforzo era così gradevole che alla fine valeva la pena lo sbattimento - Anche il frullatore per creare la barbottina con argilla fine e acqua è piuttosto spassoso. Un po' come impastare le torte solo che torte finiscono dopo pochi minuti, invece un muretto a secco potrebbe durare un po' di più.... forse. Fosse per me farei solo monumenti a imperitura memoria e lascerei ad altri l'effimera soddisfazione dei fornelli, per questo ho scelto di nascere in un epoca e in luogo in cui le donne possono usare il trapano e la sega elettrica e cedere il mestolo.
imperituro monumento all'igiene
Poi la paglia va intinta nell'acqua argillosa e sbattuta con forza per strizzarla prima di stenderla al sole ben pettinata come i capelli delle barbie.
Con questa copertura (di fango) ci si può concedere di lasciare esprimere gli aspetti del femminile e dell'umanità in generale che una signora dovrebbe fare di tutto per tenere nascosti prima di tutto a se stessa.
E i nostri sei bambini condivisi dove li ficchiamo? Avevamo promesso loro che saremmo andati al parco della preistoria a rivalta d'adda (2 ore di auto) o forse al parco avventura di salice terme (30 minuti di auto), o forse in piscina a varzi (5 minuti di auto), o forse a giocare a castellone nel campo condiviso (5 minuti a piedi).
Intanto però, mentre i grandi si confrontano sul lavoro collettivo - in armonia con la natura, le antiche pratiche, la decrescita, l'integrazione di corpo mente e anima e la comuncazione spontanea e consapevole delle proprie emozioni - i figli si impossessano dello smartphone (o i-phone, o ipod, o i-pad, o i-scream, non so bene cosa fosse quella cosa).
Del resto il giorno prima avevamo organizzato estemporanei corsi di shiatsu per bambini, creazione di candele reciclando lumini, pittura su assi marce di legno piene di schegge con pezzi di stoffa al posto dei pennelli e turni di cucina e lavaggio piatti coi minorenni, da gestire in parallelo alla preparzione del materiale per il muro e alla normale gestione della mensa comunitaria e delle pulizie straordinarie della locanda. E insomma alla fine quel giorno era pur sempre Giovedì e Giovedì è il giorno sacro di Sagliano, nel quale tutto è sacro e tutto ciò che si fa diventa sacro, ma sopratutto in cui io sento molto forte il sacrosanto diritto di fare ciò che voglio. E ciò che io volevo quel mio terzo e ultimo giorno di ferie che avevo scelto senza indugio di passare in Locanda, era proprio fare il muro e NON andare a rompermi le balle in piscina.
Così abbiamo iniziato a disfare la rotoballa di fieno e a pucciarci tutti nel fango e come per magia i bambini si sono (quasi) autogestiti per tutta la giornata (grazie Kai a Carlotta per il vostro silenzioso lavoro).
Così con 15 euro di fieno siamo riusciti a produrre qualche spanna di muro- grazie a 5 ore di lavoro in 6 adulti - e a fare stare buoni 6 bambini.
Resta ancora da capire perchè mai a un certo giro di persone che frequento piaccia così tanto questa idea di costruirsi i muri di fango. Per risparmiare soldi? Ma si potrebbero trovare dei mattoni vecchi in regalo... Perchè è traspirante, fresco d'estate e caldo d'inverno? ok, ma se lo fai in veranda non sarà il divisorio col vicino a influire sulla termoregolazione... forse qualcuno di nascosto si prepara ad essere autosufficiente quando finalmente arriverà la crisi sul serio. O forse la verità è che ci piace fare cose insieme, sognarle, progettarle, realizzarle e festeggiarle, sporcandoci le mani. E i piedi. E le gambe e le braccia. 


vedi la seconda fase della costruzione



sabato 5 luglio 2014

Fatti a Mano a Sagliano

Allora oggi facciamo le foto dei vestiti Fatti a Mano a Sagliano di Marta la Sarta, cioè volevo dire di La Formichina, le facciamo a Sagliano? No, facciamole a Piedinterra da Chiara così ci sono anche Martina e Viviana e abbiamo fotomodelle di tutte le forme. Sta piovigginando, ci mettiamo nella casa di paglia in costruzione? Nina, togli il gatto dai vestiti che domani Marta li deve vendere a Varzi!
Però le facce le tagliamo, per la privacy. Così nessuno ci riconosce.   -  C'è anche il trapezio, ne faccio una lì sopra? Sì, ma potresti girati dall'altra parte?
 ...mh...è da un po' che non salgo su questo coso...no, non riesco a girarmi, aspetta che scendo e risalgo. Questo sfondo però non va tanto bene, si perde un po' il vestito...


magari non inquadrare quel casino di robe lì sullo sfondo, con tutto il panorama che c'è. va beh che con tutto il panorama che c'è il casino non si nota poi tanto. 
Sì Nina, sei bellissima anche tu. Nina attenta a non sporcare la gonna. Spostati Nina, che la mamma fa la fotomodella. Ferma Nina, che se no cadi giù da tetto.
Spòstati Nina
Spostati Carletto, non camminare sui vestiti, attento a non cadere già da tetto. Sì, sei bellissimo anche tu.
Spostati Carletto
Posizioni spontanee, naturali. Ecco così, brava:
Siete bellissime, sì. Attente a non cadere già dal tetto. 
E naturalmente mentre siamo tutte mezze nude arriva Carlo Grande (Carlomagno per distinguerlo da Carlogiovane), il Maestro della Puntualità Imprevista, Artista della Casualità Brillante. Col suo sguardo musicale dà qualche azzeccata dritta poetica e in fine gli viene offerta la macchina fotografica honoris causae.
Non si vede la fascia dei pantaloni con quella maglia. Ecco sì, se tiri un po' su di lì... viene bene quando si vede quell'ombra sotto la maglietta che dà quella sensazione, non so come spiegare, cioè nel senso...ecco sì, così. Perfetto!
No, abbiamo detto che la faccia no, che poi c'ho i capelli sporchissimi!
Non mi sta proprio come a Martina questa maglia... Vai di lato b, Charo. Grazie Carlo. 
Ed ecco che inzia a piovere!!!!!
Via tutti i vestiti che se no si bagnano!
Grazie Marta,
se non fosse stato per fare un favore a te 
non ci saremmo mai messe a farci delle foto,
non ci saremmo messe a giocare ad essere belle...

e invece forse a volte fa bene