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mercoledì 13 novembre 2013
giovedì 26 settembre 2013
Vacanze Money Free
Secondo giorno di prima elementare,
compiti a casa:
“Colora il grafico che rappresenta le
statistiche riguardante il luogo di villeggiatura estivo dei bambini
di tutta la classe onde poter trarre conclusione sul reddito
famigliare di ciascuno di essi”
Mamma: “E i tuoi compagni di classe
che cosa hanno raccontato?”
Jonas “Beh, diverse cose, Mauro di
Sagliano ha detto che è andato alle isole Way, ma non so se è
proprio vero, e poi anche un altro compagno ha detto che è stato
alle isole Way, ma non era vero, allora poi ha detto che era andato
alle Antenne”
Mamma: “Alle Antille? Vicino alle
Isole Why?”
Jonas: “No, alle antenne, cioè
dove lavora il papà sul Monte Penice che ci sono tutte le antenne”
Mamma: “E tu che cosa hai detto?”
Jonas: “Che sono andato al mare a
Pineto coi nonni”
Mamma: “Ah, per fortuna!”
Per fortuna i nonni hanno portato i
bimbi al mare e per fortuna la maestra non ha fatto fare un tema
sulle vacanze estive, se no Jonas avrebbe potuto scrivere così:
“Per le vacanze estive siamo andati a
una scuola steineriana a Novi Ligure dove la mamma faceva la
babysitter a 28 bambini grandi mentre noi con altri bambini più
piccoli ci arrampicavamo su per una parete di sabbia e sassi e poi ci
buttavamo giù facendo lo scivolo nella terra. Poi tornando da lì la
mamma è uscita di strada e ha distrutto la macchina e ci hanno
portato all'ospedale con due ambulanze e io sono stato da solo in un
ambulanza legato al lettino. Poi la mamma non riusciva più ad
alzarsi dal letto e a me è venuta la varicella, il papà lavorava e
la gente non veniva da noi per non prendersi la varicella perchè
nessuno dei grandi si ricordava se l'aveva fatta.
E poi il papà ha smesso di lavorare
qualche giorno e siamo andati insieme in una comune anarchica vicino
al lago di Lecco, dove si fa la cacca in un buco nella terra e non
usano il frigo perchè non vogliono dover pagare le bollette
perchè non vogliono dover usare i soldi e vogliono costruirsi e
coltivarsi tutto da soli e ci hanno fatto lavorare anche a noi a
raccogliere le more di gelso, sgranare il kamut, intagliare cucchiai
e cucinare i biscotti.
Poi di vacanza siamo andati a dormire
in tenda dove ci sono le mucche del papà e la notte abbiamo avuto un
po' freddo e quando il papà ha finito di lavorare ha attaccato il
trattore alla macchina per tagliare la legna e la mamma ha tagliato
la legna per l'inverno perchè dice che piuttosto che andare a
lavorare al callcenter per avere dei soldi per pagare le bollette preferisce fare il lavoro
di non spendere soldi.
Ed era tutta contenta perchè diceva che così faceva anche ginnastica gratis.
Poi il resto dell'estate siamo rimasti a Sagliano perchè noi abitiamo in vacanza e i nostri amici vengono in vacanza da noi e c'abbiamo i fiumi, la sabbia e la biodiversità e la Locanda!"
"
Ed era tutta contenta perchè diceva che così faceva anche ginnastica gratis.
Poi il resto dell'estate siamo rimasti a Sagliano perchè noi abitiamo in vacanza e i nostri amici vengono in vacanza da noi e c'abbiamo i fiumi, la sabbia e la biodiversità e la Locanda!"
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sabato 14 settembre 2013
Diritto di Asilo per i rifugiati dalle metropoli
Una volta dovevo finire di fare un lavoro e avevo i bambini appesi al collo, presa dalla disperazione ho mostrato loro un video che speravo innocuo, quello dei nanetti che si lavano.
Giulia aveva 2 anni e dopo mezzo minuto ha iniziato a piangere disperata. Perchè?
http://www.youtube.com/watch?v=EKbQlC9zMJk#t=1m42ss
Non mi ero mai resa conto che il povero Brontolo viene costretto con la forza a lavarsi, si tratta di una vera sopraffazione del gruppo sul singolo. Spengo il video e cerco di spiegare alla piccola che i nanetti volevano lavare Brontolo perchè erano convinti di farlo per il suo bene, che erano stati un po' antipatici ma non erano cattivi. Non c'era niente da fare, Giulia era inconsolabile. I suoi occhi erano stati testimoni di una violenza e questo continuava a turbarla.
***
Quando ho scelto di mandare i miei bambini all'asilo sapevo che dovevo accettare tutto il pacchetto. E mi ero ripromessa di non farmi notare subito come diversa perchè i miei figli non fossero discriminati.E se ogni giorno all'asilo le maestre usano le caramelle come strumento educativo, anche i miei figli mangeranno le caramelle, anche nei giorni in cui hanno l'intestino fuori posto e magari sarebbe meglio se non mangiassero 10 coccodrillini gommosi gentilmente offerti dal compagno.
E se tutti i bambini a merenda mangiano "le schifezzine" e anche le bidelle si mettono a perorare la causa dei poveri figli dei salutisti, anche noi mangeremo le merendine (ogni tanto).
E se all'asilo tutti stanno con le scarpe anche nelle stanze in cui si gioca per terra e i miei figli vengono presi in giro perchè hanno le ciabbattine (visto che le nostre scarpe sono mediamente piene di fango), allora anche i miei bambini se me lo chiederanno staranno con le scarpe, paese che vai usanze che trovi.
E allora va bene anche se all'asilo non escono mai in giardino perchè fa troppo freddo o troppo caldo, c'è troppo vento o ci sono le api, ci si sporca oppure si devono fare i lavoretti col punteruolo per le feste comandate (li fanno le maestre però così vengono belli) o si devono fare le lezioni sugli articoli con i bambini di 3 anni (si dice "le mela, la mela o il mela? A chi risponde giusto una caramella...."- beati i bambini rumeni che nella loro lingua non ci sono gli articoli e così alemno non si carieranno tutti i denti!), oppure si devono compilare i quaderni in cui ci sono anche unità didattiche sull'identità sessuale ("disegna i capelli lunghi alla bambina e i capelli corti al bambino").
Va bene anche che all'asilo dopo pranzo invece di fare un sonnellino o rilassarsi con una storia, delle canzoni o dei disegni, si guardino i filmini che i bambini portano da casa - due minuti per ogni filmino per accontentare tutti, se no i genitori si lamentano che non è tato visto quello portato dal figlio - e che se una mamma (la solita fricchettona rompipalle) propone di fare gratuitamente un'ora di fiabe e relax, le venga risposto che non si può perchè vedere i filmini è una SCELTA DIDATTICA DELLA SCUOLA e che se poi magari una mamma (sempre la stessa ma questa volta travestita da rappresentate di classe) suggerisce di fornire per lo meno qualche strumento di comprensione ai bambini se questi rimangono turbati da alcune scene di cartoni decontestualizzati, la si tranquilizzi assicurandole che le maestre se un bambino piange di fronte a scena di violenza o drammatica (le meastre non sanno quali filimini sono stati portati dai bimbi) gli spiegano subito che E' TUTTO FINTO E NON SI DEVE PIANGERE PERCHÈ LA MAMMA NON È MORTA DAVVERO e se proprio continuano a piangere li si manda da soli nella stanza del sonno al buio con una bidella di cattivo umore perchè lei non è pagata per fare la babysitter ai bambini che dopo il pranzo hanno sonno, e che poi infondo questo problema riguarda solo una classe, solo una maestra, la maestra di quei bambini che non sono abituati a vedere i filmini a casa e sono gli unici a restare incantati davanti allo schermo mentre gli altri, avendo possibilità di vedere cartoni tutti i giorni e non riuscendo a seguire la trama di venti filmini spezzetati, gridano e saltano. Il problema insomma sono quei bambini che pur avendo già tre anni non riescono a distinguere la finzione dalla realtà e si turbano di fronte a scene di sopraffazione o disperazione. Il problema in fin dei conti sono i suoi figli, gentile signora.
O meglio, il problema è lei.
"Comunque sì - mi dice la maestra dopo la riunione, un po' in disparte - è una bella idea quella di parlare coi bambini di ciò che hanno visto, sì, è una bella idea, non ci avevo mai pensato, grazie per lo spunto..." La maestra è gentile, davvero vuole rincuorarmi, è una brava persona, per ringraziarla vorrei passarle di nascosto un foglietto sotto al banco con la definizione di "scelta didattica": perchè non credo che nella Grande Metropoli le insegnanti debbano essere per forza migliori, solo che... non dico tanto però... sì, ecco almeno una certa forma di pudore. Il pudore è un nobile sentimento che caratterizza l'essere umano.
vedi anche:
Il posto giusto dove crescere
Camicia nera
mercoledì 11 settembre 2013
Camicia nera
Primo giorno di scuola:
Camicia nera obbligatoria
W l'uguaglianza e la libertà!
L'idea del grembiule mi piace molto,
non ci si preoccupa della marca dei vestiti,
non ci si preoccupa di sporcarsi
- nè di smacchiare le magliette!-
un solo modello semplice per ogni bambino,
tutti uguali, ognuno indossando il colore che più gli piace.
L'idea del grembiulino a forma di camicia
e tutto nero non so perchè ma mi fa un pochino rabbrividire,
forse è colpa della mia educazione steineriana
forse è colpa della mia educazione steineriana
o forse mi ricorda qualcosa....
Prima prova: non lasciare trapelare questa emozione davanti ai miei figli.
Avete visto come sta bene a Jonas il grembiulino di seconda mano?
Almeno è di cotone e non di plastica come quello in vendita a Varzi...
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