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lunedì 24 agosto 2015

E' uscito!

Il 10 agosto
come le stelle cadenti dei desideri 
e come i fulmini che cadevano dal cielo
-  dopo nove mesi di nausea e un parto esplosivo - 
è approdato in mezzo a noi Martin Nahuel
 
guardando questo piccolo contenitore d'anima
mi chiedo quale sia il progetto che aveva in mente
quando ha scelto di fare questo viaggio sulla terra
e di sceglierci come famiglia 
mi chiedo se saremo in grado
di aiutarlo a compiere la sua missione...


ma se ci ha scelti avrà valutato con cura,
di solito all'alto si ve
de bene la panoramica


poi arrivati sulla terra 
a volte 
si perde un po' il quadro d'insieme...
ma è proprio questo il gioco:
chiedersi e cercare di ricordarsi
provando a muoversi in diverse direzioni
ascoltando man mano se si è orientati bene
e tutto fluisce dentro e fuori 
o se bisognerebbe ribaltare punto di vista
o migliorare l'angolatura...
"senti che calci!!!"
secondo me
le famiglie esistono proprio per aiutare gli umani
a prendere la propria rotta
che inizia nel centro della pancia della mamma
o forse ancora prima
per arrivare chissà dove... 

venerdì 21 agosto 2015

Tette - retroscena inediti

L'estate scorsa, quando alla televisione della piscina di Varzi ho visto il video sexy "Muchacha" della Tantangelo ho pensato nell'ordine 1) Come faccio a distrarre la Mimmi che si sta bevendo ogni mossa e ogni parola 2) Chissà che male le fanno le tette a quella povera signorina!                  Probabilmente a lei le tette non fanno nè male nè bene, perchè non sono sue, ma il chirurgo prima di metterla sotto ai ferri deve esseri fatto un giro in un reparto di maternità tra le donne in dimissione al terzo/quarto giorno quando arriva tutto in un botto la montata lattea. 
La montata lattea è un fenomeno che ogni volta mi coglie impreparata. 
terzo mese
All'inizio della gravidanza il seno cambia prima di tutto il resto, in un veloce processo che da un imprevisto ringiovanimento procede in una crescita tanto gradevole alla vista quanto dolorosa al tatto, anche infilarsi una maglietta può essere un'esperienza sgradevole; al compagno piacevolmente impressionato da questo effetto collaterale di quella grana che è avere una compagna incinta, si chiede di limitarsi a fare delle fotografie ad imperitura memoria. [per inciso: questa è la prima nonchè ultima foto che Ale mi ha fatto questa gravidanza].
settimo
Superato questo glorioso stadio - in cui tutti ti dicono "ma come stai bene!" e tu dici: "Beh, bene non è proprio la parola che userei" e puoi dire che hai la nausea ma non puoi dire che tra l'altro ti fanno anche un male terribile le tette perchè non è elegante - arriva la fase in cui la pancia lievita inevitabilmente mettendo in ombra tutti gli altri attributi sessuali secondarie ma almeno la gente finalmente inizia a cederti spontanemente il posto sull'autobus (che se nel frattempo ti sono passate le nausee ne hai anche meno bisogno, ma a me non sono passate mai questo giro, quindi avrei preso voleniteri il sedile sull'autobus se ce ne fossero che arrivano a Sagliano.)
[questa foto me l'ha fatta la Mimmi, per fortuna ci sono le figlie femmine: la seconda gravidanza è completamente priva di documentazione fotografica].
la Carrà maturata

la Carrà immatura
Poi il terzo o quarto giorno dopo il parto ci si sveglia e allo specchio c'è una tizia che ti somiglia ma su un  busto di manga giapponese. Del resto si sa che dopo una certa età, il seno diventa molto più grande e più sodo come attestano tutte le foto delle vip che non hanno avuto il buon gusto di morire giovani (Marilyn ha potuto permettersi di morire giovane perchè la sua taglia di reggiseno era già giunta a maturità, se no chissà che décolletè avrebbe avuto a settant'anni!).

La montata lattea è un momento trionfale, in cui il corpo, dopo aver compiuto il miracolo di aver prodotto ed espulso un umano in miniatura (ogni volta non ci si può credere, quando è uscito il mio terzo stavo per dire ad Ale "hai visto che era vero che ero incinta!"), inizia a secernere un liquido magico che cambia composizione di giorno in giorno e che ha il potere di nutrire il piccolo in modo diverso in base alle necessità e possibilità del suo stomachino, di favorire l'inedito lavoro del suo intestino, di passargli tutti gli anticorpi materni, un liquido che nei primi sorsi disseta e nei successivi sfama.
Appena nata la creatura istintivamente cerca il capezzolo, la mamma avvicina il suo piccolo tesoro al seno e grida. 
E chi avrebbe mai detto che un esserino tanto indifeso e tenero possa succhiare così forte e fare così male? Anche essendo avvezze ad amanti focosi, difficilmente il capezzolo è abituato ad essere strappazzato con tanta foga per venti minuti ogni ora.
E chi avrebbe mai pensato che un gesto così naturale come allattare potesse essere tanto complicato? Per sostenere il piccolo bisogna trovare la posizione giusta per il braccio in modo da non irrigidirsi, bisogna aiutarlo ad attaccarsi nel modo giusto per evitare che la piccola sanguisuga stacchi tutto causando ragadi e lesioni varie, bisogna controllare che nessun dotto lattifero si ingorghi creando castagne rosse di dolore che possono anche infettarsi.
Quando arriva la montata il dolore aumenta ancora: il cucciolo piange, la madre, con la sua pleonastica maternità che non sfigurerebbe su un calendario da meccanico, lo prende teneremente in braccio e lo accosta al suo seno di marmo, lui smette di piangere e inizia lei. Preso dall'angoscia di questa sconosciuta e atroce senzazione che è la fame, l'angioletto agita convulsamente le manine aprendole e chiudendole come secondo alcuni facevano i suoi antenati per aggrapparsi alla pelliccia della madre che saltava da un ramo all'altro, ma voi lo sapevate che le unghie dei neonati sono così taglienti?
Naturalmente quando il neonato succhia ha il potere di aiutare l'utero ad espellere tutto ciò che va buttato fuori dopo il parto e a farlo contrarre in modo che questo organo, che fino a poche ore prima si estendeva fino alle costole, ritorni delle dimensioni inferiori a quelle di un pugno. Tutto ciò è magico e meraviglioso, ma sopratutto, dopo il secondo e ancora di più dopo il terzo figlio, è DOLORISSISSIMO. Nel mio caso specifico la sensazione era che il travaglio e il parto continuassero con la stessa agghiacciante intensità anche dopo la nascita.
Madonna che male!
Ecco, ora potete capire perchè nel XIII secolo, quando la retorica delle gioie della maternità non era ancora stata inventata, Andrea e Nino Pisano hanno rappresentato la loro Madonna del latte con una smorfia di dolore, quasi volesse respingere il piccolo figlio di Dio. Se le sculture potessero parlare questa starebbe dicendo probabilmente "Cristo, fai piano con quelle unghie e coi denti!".


 ***







la Tatangelo con e senza tacchi
(Invece, tornando a mia figlia e al video della troppo sexy Tatangelo, la sera la Mimmi, che aveva 4 anni, mi si è avvicinata e mi ha detto, scegliendo accuratamente i versi più educativi che era riuscita ad estrarre dal video: "vero mamma che a volte è anche bello ballare senza trucco e tacchi?"
"Eh, sì, Mimmi, e anche non dare troppa confidenza ai maschi, vero?"  "Eh, sì, mamma!")










giovedì 20 agosto 2015

A tutte le madri

In questo momento di gioia e beatitudine
con il mio nuovo nato tra le braccia
e tutta la mia splendida famiglia intorno a me
ringrazio commossa e continuo a pensare
a tutte le madri che non hanno avuto la mia fortuna

A tutte le madri che non possono stringere tra le braccia i loro figli perchè se ne sono andati troppo in fretta, non sono mai nati o non sono mai stati concepiti... vi sento madri tanto quanto me e per questo sorelle

A tutte le madri che non hanno avuto accanto un compagno o una famiglia che le sostenesse e per questo non sono state in grado di essere delle buone madri... so che anche io avrei potuto essere come voi e non vi giudico

A tutte le madri che non hanno abbastanza da mangiare e allattano i propri figli fino a prosciugarsi... vi penso ogni volta che allattando mi viene sete e allungando una mano trovo un bicchiere d'acqua

A tutte le madri che si sentono inadeguate, in colpa, sbagliate o cattive... i vostri figli hanno scelto porprio voi perchè siete come siete, voi siete le madri giuste per i vostri figli




venerdì 7 agosto 2015

Per una poetica realistica della maternità

A tratti vorrei uscire da questo corpo
per tirare un attimo il fiato
volteggiare leggera
e riavere il mio cervello
la mia forza
la libertà di partire
questo sabotaggio
di tutto ciò in cui mi riconosco
questa occupazione invadente
a scrocco di vitto e alloggio
questo freno a mano
questo peso che mi tira per terra
questo giaguaro legato dentro di me
che si divincola e lotta contro la sua gabbia
questo tempo di limbo
questo lavoro sfiancante
e invisibile,
se non dalla forma del mio ventre
questa spossatezza
e la nausea la nausea la nausea
e la notte che non è più singolare
pezzi di notte, ore di veglia,
scacchiera in bianco e in nero
e le ossa del bacino che si aprono
e i crampi alle gambe
i piedi gonfi
la testa che gira...
la chiamano dolce attesa
e nel ricordo sarà così.
 Guardo come a un miraggio
di verde fresco e gorgogliante
il momento del parto,
quando cavalcherò le onde del dolore
ma sarà un dolore benedetto
che ci porterà alla liberazione
entrambi,
quando il mio corpo si aprirà
ma la gioia dell'incontro
sarà più intensa del dolore.
Le urla del piccolo
le notti in piedi a cullarlo
il seno dolente per la montata
il capezzolo strapazzato
le ferite da rimarginare
e la schiena a pezzi
questo mi sembra un sogno di pace.
L'idea di poter appoggiare la creatura
ogni tanto
e che qualcuno la possa tenere
al posto mio,
l'idea di dormire magari mezz'ora
ma di sonno vero, rigenerante,

Poi nel ricordo questo sbiadisce
nel ricordo resta l'essenza:
I nove mesi sempre in compagnia
la tenerezza dei piccolo corpo
che si muove dentro al mio corpo
tutti i pensieri e gli impegni
che scivolano in secondo piano
voglia di casa, di famiglia,
di quiete, di silenzio
ondate di amore per i cuccioli
per il meraviglioso padre
della creatura che custodisco
sentirsi al confine tra questo
e il mondo da cui vengono le anime
andargli incontro per accoglierlo
su un ponte che è il mio stesso corpo
E' la natura stessa
che insegna
come creare spazio
buttare il superfluo
coltivare l'essenza
insegna ed è severa
obbliga impone
un corso accelerato
di evoluzione spirituale
senza interpellare la volontà

lunedì 3 agosto 2015

La donna occupata

Cosa succede al cervello di una donna durante la gravidanza e il puerperio?
Non sto chiedendo che cosa pensa, che cosa prova, che cosa sogna, no, mi sto proprio chiedendo dove se ne va il cervello.

Un giorno stavo andando al lavoro - non sapevo ancora di essere incinta - e mi è capitato di osservare con occhio esterno il flusso dei miei pensieri, che ho poi velocemente appuntato appena ho potuto.
Era la prima volta che riuscivo a restare così a lungo sia fuori che dentro di me. Solo in seguito ho capito che cosa mi stava succedendo: una parte del mio cervello procedeva con il solito ritmo, l'altra parte invece stava già iniziando a rallentare perchè una madre- che lo voglia o meno- quando ha una creatura nella pancia, non si limita a offrirgli incondizionatamente ferro calcio sangue e altre sostanze nutritive, anche a costo di rimanerne a secco, e a lasciare alla creatura lo spazio che di solito occupavano stomaco polmoni fegato e tutti gli altri organi, ma pure il suo cervello viene risucchiato. Di fatto costruire un essere umano è un atto creativo, anche se non cosciente, quindi quando una donna incinta se ne sta svaccata sul divano con l'occhio vitreo sembra che non stia facendo niente, ma in verità è come se stesse scolpendo il marmo o dipingendo un murale di cinque metri quadri. Se poi risponde al telefono mentre sta cucinando, in realtà sta facendo tre cose contemporaneamente. L'opera di creazione non si interrompe nemmeno durante il sonno e sfido chiunque a trovare un lavoro che si protragga 24 ore su 24 effettive per nove mesi.

Ecco che cosa ho scritto quel giorno:
Mezz'ora nella mia testa

I due gemelli



"Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno dei due gemelli chiese all'altro:
- Tu credi nella vita dopo il parto?
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c'è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre
gambe e ci ciberemo dalla bocca.
- Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d'alimentazione... Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
- Però nessuno è tornato dall'aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un'angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta intorno a noi! E' in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa..."

storia tratta dal web

sabato 1 agosto 2015

La dolce schiavitù

...Del resto tutta la gravianza il parto e il puerperio 
che cosa sono 
se non una costante dichiarazione d`amore?

un'estenuante e dolce schiavitù? 

un continuo superare i propri limiti 
attraversando momenti di fatica e sconforto
che si annullano di botto
come nella mente di un pazzo
 spazzati via da mareggiate di tenerezza e appagamento 
quando il nostro amore si addormenta 
sazio e sereno tra le nostre braccia 
e allora tutto ha senso
tutto è giusto
quello che è stato e quello che sarà
ne vale la pena

Un essere umano mi ha fatto l`onore 
di scegliermi come madre
si vede che è sicuro 
che sarò all`altezza della sfida 
e se c'è ancora qualcosa che devo imparare 
o cambiare di me 
per affrontare quest`ardua impresa 
mi sarà maestro
forgiandomi col fuoco come si fa coi metalli.

Guardando una meravigliosa scultura di marmo 
vi siete mai chiesti quanti colpi 
ha dovuto ricevere quella pietra grezza 
per diventare così?

Anche gli umani 
prima di avere la forma che vediamo
sono solo uno sputo
una minuscola pallina 
incapace di muoversi da sola 
che accoglie un ancora più minuscolo e insignificante vermicello 
che corre all' impazzata con scarsissime possibilità di successo....

sabato 18 luglio 2015

Contrazioni

Tzimtzum è una parola ebraica che significa "contrazione". Un rabbino ebreo vissuto nella Spagna del Quattrocento, Isaac Luria, l'ha usata per risolvere il dilemma posto da questa lecita domanda: "Ma se è Dio è perfetto ed è ovunque, come ha fatto a crearsi uno spazio dove potesse esistere la Creazione? Se Dio è Tutto come può esistere qualcosa di altro da Dio? Come può essere stato creato il mondo dal nulla se il nulla non esiste?".

Per consentire questo miracolo, Dio ha dovuto ritrarsi, in modo da lasciare uno Spazio Vuoto dove potesse germogliare la libertà della sua Creatura. Per i mistici ebrei che stavano vivendo il dilaniante dramma dell'espulsione dalla Spagna (patria che amavano) e le persecuzioni della Santa Inquisizione, questo spiegava il senso profondo dell'Esilio. In fondo anche il Creatore aveva dovuto autoesiliarsi perchè potesse compiersi il suo progetto, allo stesso modo il suo popolo doveva dispedersi nella diaspora, andando in giro per il mondo a raccogliere le scintille di luce rimaste incastrate nei cocci dei vasi che erano stati posti nello Spazio Libero per contenere la luce divina ma che si erano spezzati per l'eccessso di Splendore e che alla fine dei tempi verranno Riparati ritornando alla perfezione e unità iniziale.

giovedì 18 giugno 2015

Figlia

la luna è piena
il sole, appena sorto,
è pieno
io
sono piena
piena ancora per poche ore
non sveglio i miei due uomini
esco sul balcone
il sole arancione alla mia destra
la luna gialla alla mia sinistra  
canto danzo
mi godo l'ondata di dolore dolce
 oggi nascerà la mia bambina.

Prime ore di travaglio - autoscatto
Primo giorno
Ecco la nostra principessa!
E' nata da poche ore.
Jonas indica la sua bocca piccolina
le sue mani piccoline
il suo naso piccolino
le sue orecchie piccoline
e continua a ripetere estasiato:
Mimmi!Mimmi!Mimmi!
che per lui significa "bimbi"
ossia creatura piccola


Prime pappe da sola

guancia contro guancia

Primo dentino, 5 anni

"Mamma è vero che sono più bella di te? Perchè io sono più cicciottina!"

(per compensare il post sul primo figlio: "Passaggi")

sabato 9 maggio 2015

Passaggi


Quando i due corpi
racchiusi in uno 
si separano
quello è il momento 
in cui ci si incontra
e ci si innamora
Una settimana


Nove mesi dentro, nove mesi fuori
quando il cucciolo può nutrirsi da solo
quello è il momento in cui finisce la gravidanza
quello è il momento in cui ci si separa
quello è il momento in cui si inizia a diventare amici
Nove mesi

Quattro anni
Io cerco di raccontargli il mondo,
lui me lo spiega

Primo giorno di scuola (quasi 6 anni)
7 anni
Sette anni
c'è un mondo che si schiude,
la mamma non può vedere tutto quello che si muove dentro al cuore
qualche passo ancora un po' più lontano
ancora un po' più vicino alla persona che sarà