Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

martedì 31 luglio 2018

Il Quarto Stato Colorato: il piccolo Volpedo di Volpedo - 4

Volpedo, 1901. Il pittore Pellizza da Volpedo termina quadro del Quarto Stato, col desiderio di poter contribuire con la sua arte alle "idee che si muovono", al sogno - ancora poco realistico e per niente realizzato all'inzio del Novecento - di poter cambiare la condizione sociale degli ultimi, dei lavoratori salariati a quel tempo ancora privi di diritti, ma che iniziavano a prendere coscienza e a lottare per una vita migliore. (vedi La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1)

Volpedo, 2016. Viene battezzato il piccolo Stefano Volpedo, figlio di rifugiati nigeriani ospiti a Volpedo che, insieme ad altri rifugiati, grazie alla collaborazione con l'Amministrazione comunale, l'Associazione Pellizza e la parrocchia di Volpedo, hanno imparato l'italiano, hanno svolto lavori di utilità comunale e hanno trovato lavoro presso aziende agricole locali.
In un territorio afflitto dallo spopolamento e dall'invecchiamento della popolazione, avere nuovi abitanti, giovani e pieni di buona volontà può essere una grandissima ricchezza, se essi sono messi nella condizione di lavorare, di farsi conoscere e dimostrare la loro grande voglia di imparare e di darsi da fare. (vedi il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2)

A Volpedo più di cent'anni fa qualcuno sognava un mondo più giusto, in cui "chi ha molto sofferto" potesse vivere in modo dignitoso.
A Volpedo oggi c'è qualcuno che che non si limita a sognare ma continua a fare muovere le idee e ad accogliere nuovi lavoratori nella marcia pacifica verso un futuro più giusto e più equo in cui ognuno può rendersi utile e guadagnarsi il proprio posto senza essere un peso o un problema ma una risorsa!


La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1
il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2
Il Sesto Stato dei Senzadignità - 3 

martedì 22 aprile 2014

un liutaio per amico

Avere dei liutai tra gli amanti della locanda comporta una serie di vantaggi tra cui questa lampada.

Se poi per caso un bel giorno facendo retromarcia ti capita di schiacciare la biciclettina di legno senza pedali progettata e realizzata dal papà Ale per instradare il suo bimbo di un anno e mezzo a un ciclismo precoce... non so che cosa potresti fare per rimediare al danno se non avessi un amico liutaio.

mercoledì 2 aprile 2014

La collina della quiete


Ogni giorno, più volte al giorno, poso lo sguardo sulla collina che sorge di fronte a Sagliano, tenendo sollevato delicatamente un lembo di terra affichè i campi possano godere di un fertile avvallamento e possa trovare il suo spazio naturale il Circolino, luogo pubblico di incontro e di festa.
Sulla sua sommità si può spaziare con lo sguardo sul fiume Staffora che luccica in fondo alla valle, oppure ci si può sedere e contemplare Sagliano, come l'ha contemplato lei da quando sono state poste le prime pietre.


Così ieri, il giorno prima del mio primo giorno di lavoro, mi sono messa a pastrocchiare con i colori su dei pezzi di legno, e continuavo a incontrare la collina, con la sua fermezza e la sua dolcezza.
Ma nei disegni non rende, guardate quanto è bella.

Sagliano vista con gli occhi (miopi) del cuore

E questa è la storia della collina di San Fermo

L'Equinozio di iRRADiA

Gli opposti dentro di me
In piedi, a occhi chiusi, la musica ci trasporta e ci conduce, esploriamo dentro di noi gli opposti, la luce e le tenebre, il maschile e il femminile, nel tempo dell'equinozio di primavera, quando il giorno e la notte hanno lo stesso peso e la natura si schiude, stuzzicando il corpo e risvegliando curiosità e allegria infantile.
Già al solstizio d'inverno le Tenebre erano state incarnate dal Femminile e il Maschile aveva portato la Luce. Così nel solstizio di primavera, il Cerchio di ricerca iRRADiA conduce alla Locanda un'esperienza condivisa sugli opposti esplorando prima il femminile e poi il maschile dentro ciascuno di noi per prepararci all'incontro in carne ed ossa tra donne e uomini. Questa volta il cerchio è aperto a uomini e donne...e bambini.

lunedì 31 marzo 2014

Geografia interiore: Sagliano come è dentro di noi

I Buschi (tecnica mista, disegno Charo, colori Mimmi)
La Locanda e Sagliano vecchia (con le luci di natale)


San Fermo e la Collina sacra (disegno e colori di Simone)

 

Lavori in corso con Mimmi e Jonas

domenica 26 gennaio 2014

Viaggio Sopra, Sotto e nel Mezzo

La mia piccola àncora malata mi mette nelle condizioni di dover cancellare i miei appuntamenti di shiatsu ufficiali per il Giovedì Sacro, e così per la seconda volta apro la mia casa a una giornata aperta di scambio di cure improvvisata. In un attimo siamo in sette (8 con la Mimmi) inclusa una preziosa vicina scoperta da pochi mesi che portava esperienza in massaggi thai e in impasto di pane. A turno teniamo il campo, affichè tutto fluisca senza troppa fatica, io faccio il mio con la Mimmi caldina di febbre in braccio. 
Siamo solo in due a non aver ancora chiesto niente. Invece di un massaggio vorrei fare un viaggio.
Se voi restate qui io mi offro per andare a cercare dentro di me una risposta per il mio amico tamburaio e chiedo a lui di fare altrettanto per me.
 In silenzio seduti sui tappeti, ognuno parte. Io mi trovo subito in qualcosa di vischioso, più denso dell'acqua, opaco, faticoso da attraversare, muovo le braccia per farmi strada nella nebbia, man mano che avanzo si rarefà...è aria tersa, ho ampie ali, volo in altissimo, sono un'aquila. Sento la mia forza ma non è esaltante come potrebbe, sono inquieta. Sto cercando qualcosa, non succede niente, sono nel nulla.
Ecco che  vedo le cime aguzze di un monte innevato, questo è il posto per il mio nido. Ma come faccio? Le pietre sono aguzze, è impossibile anche solo posarsi, e dove posso trovare pezzi di legno per costruire il nido? Qui non c'è niente! Mi viene una gran rabbia. Perchè devo stare in posto così desolato da sola? Guardo in basso e vedo una vallata e più in là il mare. Scendo in picchiata, velocissima, fa quasi paura, precipito come un sacco, sempre più veloce sempre più veloce, la valle si avvicina troppo in fretta, non riesco a frenare, cerco di ritardare l'impatto e il volo si allunga un po' fino a concludersi nel mare dove sbatto e affondo in un gran vorticare di penne e zampe molto poco dignitoso, continuo ad andare a fondo, fino agli abissi bui, mentre la velocità diminuisce.
Mi muovo con lentezza e pesantezza, mi rendo conto di essere un'immensa balena, nuoto a lungo nell'oscurità, sono meno nervosa e incazzosa, forse meno disperata rispetto a quando ero un'aquila, ma questa profondità solitaria non mi mette a mio agio, vorrei incontrare qualcosa o qualcuno, vorrei che succedesse qualcosa. Mi accorgo che sto risalendo perchè l'acqua è più chiara, luminosa, c'è un isoletta in mezzo all'oceano, il sole è caldo, la sabbia d'oro, piante e ombra fresca, il classico paradiso da agenzia di viaggio, sento onde che si infrangono dolcemente sulla riva, ma non sono più una balena, che cosa sono? non sono un animale... sento il vento sulla pelle, io sono l'isola!
E' una bella sensazione sentire il mio corpo così grande e così bello accarezzato dal mare, ma... che isolamento! Non ci viene nessuno qui?
A un tratto mi sembra che il suono che sento non sia solo quello del vento, sembrano voci...voci di sirena, negli scogli intorno all'isola ci sono delle sirene, ma non sono le classiche sirene affascinanti e maliziose, sono incastrate tra gli scogli e non riescono a liberarsi, più si divincolano più la loro pelle delicata viene squarciata dagli scogli aguzzi, sento il mio corpo prigioniero, agitato dalle onde e dal vano tentativo di liberarmi. Forse l'aquila può salvarle? Ma come? Con i suoi artigli acuminati le ferirebbe! La balena? Ma cosa potrebbe fare, se le tirasse per la coda dentro l'acqua si farebbero ancora più male sulle rocce. Cosa si può fare? Non c'è nessuna soluzione? L'isola vorrebbe fare qualcosa, ma cosa?
E' tutto così bello, luminoso e perfetto eppure l'aria è gonfia del pianto delle sirene e non si può fare niente per loro. Ma in questo posto c'è sempre il sole? Come è possibile?
E infatti piano piano il sole scende verso l'orizzonte, la luce si fa obliqua e si tinge di arancio e rosa, sopraggiunge la notte come un manto e si porta dietro la luna. Quando appare la luna l'acqua inizia ad alzarsi come per magia, la marea gorgoglia intorno agli scogli e nel giro di pochi minuti i corpi guizzanti sono liberi di tuffarsi in mare.
E così è finito, non c'era niente da fare. La balena nuota tra gli abissi e la superficie, l'aquila scende per cacciare e raccogliere materiale per il suo nido e ritorna sulle sue vette, l'isola sta, nel punto preciso in cui si incontrano il Regno dell'Alto con il Regno del Basso, e l'alternarsi di giorno e notte libera le sirene, senza che si debba fare niente di speciale, se non attendere il momento giusto.
- E' proprio così- mi dice il mio amico - grazie. Me lo potresti disegnare per favore?-
Ed ecco qui l'arazzo che ho cucito in una notte per raccontare il mio viaggio, usando tessuti trovati in casa.

Giovedì: il Cerchio delle Foreste

Giovedì di Silenzio al torrente
Giovedì: le chiavi di San Fermo
Giovedì: il Ciclo della luna e della vita
Giovedì: il Corpo della Dea
Giovedì: improvvisazione di plenilunio ai Buschi 
Giovedì: viaggio Sopra, Sotto e nel Mezzo
Giovedì: i massaggi dei bambini
Giovedì: giornata di Accoglienza e massaggi shiatsu 

La Guaritrice dei Buschi

lunedì 6 gennaio 2014

Scarabocchi ricamati


Ispirata dai mirabili lavori di Elena Vegetti e dal suo blog Ilcervovolante, ecco alcuni dei nostri regali di natale. Quest'anno a costo zero.













lunedì 18 novembre 2013

Kundalini, Mandala e Mudra: intuizione spontanea dei bambini??

San Fermo (Sagliano)
Spero che mi crediate se vi dico che non è mia l'idea di disegnare una preghiera con tanti cerchi in cerchio, stelle, cuori e occhi. Questo disegno l'ha fatto la Mimmi da sola e mi ha spiegato che si trattava di una preghiera che voleva portare alla mamma Marta che ci aveva appena proposto di fare un pic nic di post San Martino vicino alla Chiesa di San Fermo, dove il giorno prima avevamo celebrato insieme (solo tra mamme) la ricorrenza di un lutto.
la Mimmi ci ha spiegato che ogni disegno corrisponde a un movimento che va fatto nell'aria a occhi chiusi e ha iniziato a mostrarci dei mudra (dei quali io per altro non so niente, nè glie ne ho mai parlato e so che non li ha mai visti fare). Poi ha detto che bisognava tracciare un cuore nell'aria a occhi chiusi e dentro disegnare una cosa che ti piace.
Quella stessa mattina, la Mimmi aveva anche recuprato un disegno di una principessa fatto qualche mese prima e l'aveva completato decorando il suo vestitino con un serpente che partendo dal basso arriva fino alla gola, e riempiendo gli spazi creati tra un ansa e l'altra con un quadrato e un cuore alternati. Non è tanto il fatto che una bambina di 4 anni sia stata in grado di creare una composizione così armonica a stupirmi, quanto quello che avevo appena letto (a me e ad Ale, non certo ai bambini!) rispetto alla Kundalini, ossia quella energia divina che riesiede nel corpo umano e che può essere risvegliata e fatta salire come un serpente dal primo chackra fino al settimo. Avevo appena scoperto che nella relazione tra un uomo e una donna, l'uomo è attivo nel primo chackra dove la donna è ricettiva, dal primo chackra la donna può innalzare l'energia fino al secondo chackra che in lei è attivo mentre nell'uomo è ricettivo e così via in un ping pong in cui si alterna ricezione e azione. Esattamente come è illustrato nel disegno di mia figlia. Qui, l'ultimo chackra non è stato raffigurato all'interno del vestito ma è rappresentato sotto forma di corona a tre punte. Pare che le corone (bucate nel centro) avessero la funzione di sottolineare e accompagnare con le punte rivolte verso l'alto l'energia che esce dalla sommità del capo collegandoci con il mondo spirituale.
(preciso che in casa non ci sono immagini nè si parla di kundalini chackra nè mudra, perchè non fa parte delle cose che conosaco, nè credo faccia parte del programma del asilo. Al massimo è capitato di fare un mandala mettendo sul piatto frutta e verdura ma del suo significato spirituale non si è mai detto niente.)

E' la mia immaginazione che è troppo fervida e vedo saggezza ingiustificabile dove ci sono solo giochi e scarabocchi senza senso?


Altre perle di Giulia:




sabato 12 ottobre 2013

Luci ed ombre della decrescita

Sì, certo, è evidente che non possiamo continuare a consumare e sprecare.
Intendo noi Umanità. Ma naturalmente la responsabilità è individuale. Sì, certo le nostre scelte di vita bucolica e legna spaccata a mano e due golf in casa di inverno, e i pannolini di stoffa eccetera vanno nella direzione della Decrescita Felice e Spensierata. Perchè quando si fa la spesa si va a votare e allora non votiamo per la Nike o McDonald, anzi, non votiamo proprio e quando ci serve qualcosa tipo il pane lo facciamo noi! (una volta al mese) e quando ci servono le scarpine o una gonna senza buchi, ci limitiamo a desideralo e a giungere alla conclusione che forse andrebbe proprio comprato, poi lasciamo passare un po' di tempo (perchè non è che qui esci di casa e trovi dei negozi) e dopo poco incontriamo qualcuno che proprio gli avanzavano delle scarpine numero 27 (rosa!) e una gonna seminuova, così possiamo fare della disorganizzazione virtù e dirci che non è necessario che la mamma vada a lavorare al callcenter visto che fin'ora i soldi non ci sono mai mancati.

Però, ecco diciamo che a volte anche l'anima più decrescente ed ecologista ha le sue zone d'ombra. Per esempio per quanto riguarda la luce (chiunque abbia dimestichezza con il simbolo del tao sa bene che nella luce c'è sempre un po' d'ombra e vice-serva...). Si sa che l'illuminazione è una cosa importante (lo diceva anche un certo Budda e a quanto pare ci aveva meditato parecchio). E allora adesso che viene l'autunno, e io accendo le nostre belle lampadine a risparmio energetico, protette dai nostri bei lampadari a risparmio ecologico (ossia mai sostituite ed ereditate dai precedenti padroni di casa) mi viene una tristezza infinita.... (purtroppo in foto sembrano meglio di quello che sono nella realtà).
La questione non sono i soldi. Potremmo regalarci per natale delle lampade alogene che riproducono il meriggiare caraibico, ma è l'anima ecologista che ci intralcia (la stessa che ci fa sentire in imbarazzo a prendere l'auto, fare una doccia calda o - dio non voglia- comprare un biglietto aereo!). Ma insomma, del resto con tutte le contraddizioni e i compromessi di questo mondo perchè cavolo non me ne frego mettendo sul piatto della bilancia a mio favore (e a favore dell'ambiente) il fatto che non inquino comprando assorbenti?
Ecco, se fossi a Milano, sarei già uscita di casa e mi sarei comprata una bella piantana al Bricocenter o all'ikea. Ma poi la verità è che trovo che siano proprio dei brutti oggetti...forse invece mi piacerebbe di più farne una con un ramo nodoso a cui potrei poi attaccare dei fiori fatti con la carta velina a forma di fiore come paralume... sì, certo, dopo che avrò fatto il pesto con il basilico che sta marcendo nell'orto, riparato i maglioni dei bimbi invece di aspettare meschinamente che scappino di taglia, liberato la casa dai vestitini troppo piccoli da passare ad altri bambini per fare posto ai vestitini troppo grandi ma che magari tra un paio d'anni ci saranno utili...ok, sì, lo so, o me ne occupo immediatamente o smetto di lamentarmi.
Detto fatto: svito gli orribili lampadari, estraggo della carta velina bianca che ci hanno regalato in tipografia ed ecco i miei nuovi lampadari di alto design.
 Nel caso siate interessati il costo del materiale è di 10 centesimi, ma per il montaggio non si può chiamare un tecnico, è necessario l'intervento in loco dell'artista (50 euro per l'uscita e cinque mila euro per l'istallazione artistica. Se volete riprendere la performance con il cellulare il costo raddoppia.)

lunedì 19 agosto 2013

Cestini e castelli sul fiume Staffora

Laboratorio di cestini in salice dello Staffora
Prospettive
Nido per pesci

Castello con molo e canoe d'anguria

Residenza estiva e perfezionamento del cestino waterproof


mercoledì 14 agosto 2013

Fotomonella Riciclo Riuso Ricreativo


  • Vestitino ricavato da una tenda (idea della nonna)
  • Cappellino con orecchie ad uncinetto (mamma production, modello Arianna)
  • Collanina maglia con le dita da fare mentre la mamma fa il cappellino (Mimmi pruduction)
  • Cestino in rami di salice e lana (mamma Pruduction)
  • Gattino di peluches appartenuto alla mamma e prima ancora alla mamma della mamma e alla mamma della mamma della mamma.

lunedì 29 luglio 2013

Il vento - La fine del Mondo


Per questo devo tornare
a tanti luoghi che verranno
per incontrarmi con Me Stessa
e conoscermi senza sosta
senza altra testimone che la Luna
fischiando come un uccello dei boschi
calpestando pietre e zolle di terra
senza altro compito che esistere
senza altra famiglia che la strada.

(Neruda, trad. Charo dei Buschi)

Giornata di reclusione e convalescenza
l'impatto dell'auto contro l'ostacolo
ha forse sbloccato o forse staccato qualcosa
Jonas ha la varicella, io sono senza forze

un vento violento scuote i boschi
solleva polvere e strappa le foglie
pulisce e cura o devasta e sporca?

 (foto Giulia Capsoni)
La mia piccola è corsa fuori
ha raccolto i doni del vento
li ha sistemati con amore
su un telo rosa

con la serietà dei bambini
costruiscono insieme
un altare dal potere sconosciuto...



(foto Jonas Capsoni)

sabato 27 luglio 2013

La venere della lavatrice

Quando ho visto quest'opera mi sono emozionata e commossa.
La caterva inespugnabile di biancheria da lavare, 
da suddividere ancora in bianchi, scuri, colorati e delicati, 
senza contare quelli che andranno lavati a mano... 
quante lavatrici dovrà fare questa povera donna? 
E dove riuscirà a stendere tutta questa roba? 
E poi magari stirarla pure e poi...metterla nei cassetti piegata!

lunedì 13 maggio 2013

La noce dentro di noi

Novi Ligure 11 maggio 2013

I bambini che sono arrivati sotto al grande pioppo hanno cantanto con me questa canzone, dapprima rannicchiati come una noce sotto terra, 
poi alzando le mani chiuse a guscio partendo dalla terra, fino alla pancia, al cuore, alla bocca, alla fronte e sempre più in alto, fino ad aprire le bracia come i rami di un gran noce
Sotto terra c'è una noce
chiusa a cuore nel suo guscio
come un dono in uno scrigno
o un tesoro tra le mani

Le due mani in legno scuro
la rachiudono segrete
e le portano sostegno
quando ha fame e quando ha sete

E le cantano ogni sera
le parole a loro care
aspettando primavera
che la faccia germogliare:

"Noi ci siamo e ci saremo 
anche quando crescerai
noi ci siamo e ci saremo
non ti lasceremo mai"


Le noci sono magiche, perchè dentro a una piccola noce c'è un intero grandissimo albero.
Così anche noi abbiamo dentro di noi delle piccole noci, che se vengono curate possono trasformarsi e diventare
alberi, animali, bambini, case, scuole...

Nella storia che ho raccontato usando dei teli (un vestito di mia mamma per fare il castello, una sciarpa per il fiume e foulard mossi dalle mie mani per i personaggi) 
al principe che cercava una sposa bianca come la neve con le labbra rosse come il sangue, vengono date da una vecchina tre noci, che non devono essere aperte se non in presenza dell'acqua. La curiosità lo spinge ad aprire le prime due prima del tempo e le fanciulle che ne escono non possono quindi restare con lui,
quando finalmente giunge presso un fiume e apre la terza noce trova la fanciulla dei suoi sogni, che poi verrà trasformata in colomba da una brutta e invidiosa ragazza... beh, non ve la racconto tutta.
Però mi piace che si debba aspettare il momento in cui ci siano le condizioni giuste
per poter amare una persona, e quelle che si incontrano al momento sbagliato...non trovano l'acqua necessaria.

Ed ecco che cosa hanno trovato i bambini dentro alle loro noci:
tesori, barche per lunghi viaggi, culle e tartarughe, maestre di pazienza...