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lunedì 24 agosto 2015

E' uscito!

Il 10 agosto
come le stelle cadenti dei desideri 
e come i fulmini che cadevano dal cielo
-  dopo nove mesi di nausea e un parto esplosivo - 
è approdato in mezzo a noi Martin Nahuel
 
guardando questo piccolo contenitore d'anima
mi chiedo quale sia il progetto che aveva in mente
quando ha scelto di fare questo viaggio sulla terra
e di sceglierci come famiglia 
mi chiedo se saremo in grado
di aiutarlo a compiere la sua missione...


ma se ci ha scelti avrà valutato con cura,
di solito all'alto si ve
de bene la panoramica


poi arrivati sulla terra 
a volte 
si perde un po' il quadro d'insieme...
ma è proprio questo il gioco:
chiedersi e cercare di ricordarsi
provando a muoversi in diverse direzioni
ascoltando man mano se si è orientati bene
e tutto fluisce dentro e fuori 
o se bisognerebbe ribaltare punto di vista
o migliorare l'angolatura...
"senti che calci!!!"
secondo me
le famiglie esistono proprio per aiutare gli umani
a prendere la propria rotta
che inizia nel centro della pancia della mamma
o forse ancora prima
per arrivare chissà dove... 

venerdì 7 agosto 2015

Per una poetica realistica della maternità

A tratti vorrei uscire da questo corpo
per tirare un attimo il fiato
volteggiare leggera
e riavere il mio cervello
la mia forza
la libertà di partire
questo sabotaggio
di tutto ciò in cui mi riconosco
questa occupazione invadente
a scrocco di vitto e alloggio
questo freno a mano
questo peso che mi tira per terra
questo giaguaro legato dentro di me
che si divincola e lotta contro la sua gabbia
questo tempo di limbo
questo lavoro sfiancante
e invisibile,
se non dalla forma del mio ventre
questa spossatezza
e la nausea la nausea la nausea
e la notte che non è più singolare
pezzi di notte, ore di veglia,
scacchiera in bianco e in nero
e le ossa del bacino che si aprono
e i crampi alle gambe
i piedi gonfi
la testa che gira...
la chiamano dolce attesa
e nel ricordo sarà così.
 Guardo come a un miraggio
di verde fresco e gorgogliante
il momento del parto,
quando cavalcherò le onde del dolore
ma sarà un dolore benedetto
che ci porterà alla liberazione
entrambi,
quando il mio corpo si aprirà
ma la gioia dell'incontro
sarà più intensa del dolore.
Le urla del piccolo
le notti in piedi a cullarlo
il seno dolente per la montata
il capezzolo strapazzato
le ferite da rimarginare
e la schiena a pezzi
questo mi sembra un sogno di pace.
L'idea di poter appoggiare la creatura
ogni tanto
e che qualcuno la possa tenere
al posto mio,
l'idea di dormire magari mezz'ora
ma di sonno vero, rigenerante,

Poi nel ricordo questo sbiadisce
nel ricordo resta l'essenza:
I nove mesi sempre in compagnia
la tenerezza dei piccolo corpo
che si muove dentro al mio corpo
tutti i pensieri e gli impegni
che scivolano in secondo piano
voglia di casa, di famiglia,
di quiete, di silenzio
ondate di amore per i cuccioli
per il meraviglioso padre
della creatura che custodisco
sentirsi al confine tra questo
e il mondo da cui vengono le anime
andargli incontro per accoglierlo
su un ponte che è il mio stesso corpo
E' la natura stessa
che insegna
come creare spazio
buttare il superfluo
coltivare l'essenza
insegna ed è severa
obbliga impone
un corso accelerato
di evoluzione spirituale
senza interpellare la volontà

sabato 9 maggio 2015

Passaggi


Quando i due corpi
racchiusi in uno 
si separano
quello è il momento 
in cui ci si incontra
e ci si innamora
Una settimana


Nove mesi dentro, nove mesi fuori
quando il cucciolo può nutrirsi da solo
quello è il momento in cui finisce la gravidanza
quello è il momento in cui ci si separa
quello è il momento in cui si inizia a diventare amici
Nove mesi

Quattro anni
Io cerco di raccontargli il mondo,
lui me lo spiega

Primo giorno di scuola (quasi 6 anni)
7 anni
Sette anni
c'è un mondo che si schiude,
la mamma non può vedere tutto quello che si muove dentro al cuore
qualche passo ancora un po' più lontano
ancora un po' più vicino alla persona che sarà



giovedì 7 maggio 2015

Il rigraziamento!!!

Da quando è iniziata la ScuolaVillaggio, la Mimmi prima di mangiare urla "bisogna fare il ringraziamento!!" e guai a chi tocca il cibo: ci si deve dare la mano TUTTI, guardare in su quando si nomina il Cielo e in giù quando si nomina la Terra, alla fine si mettono le mani prima sulla pancia e poi sul cuore e poi si urla "BUON APPETITO A TUTTI!!!"

Grazie per le mani che hanno cucinato
Grazie per le mani che hanno coltivato
Grazie al cielo alla terra alla sole e alla pioggia
che hanno nutrito e fatto crescere questo cibo
perchè possa nutrire e fare crescere la mia pancia e il mio cuore

Tao della mamma charo

Il progetto Scuola Villaggio

Quanti soffioni abbiamo soffiato sognando che sorgesse in zona una scuola che non avesse come unico fine quello di riempire di nozioni la nostra prole ed ammaestrarli all'autocontrollo.​
L'abbiamo sognata insieme  (Il sogno della Scuoletta) e quest'anno siamo partiti in una location niente male (La sede attuale a Sagliano).
Volevamo una scuola cielo aperto, (Educazione al selvatico) in cui la natura fosse maestra (L'orto),
e che proponesse a bambini e bambini attività "vere" e utili, pratiche, manuali (piccole responsabilità), Fai da te (falegnameria).
Una scuola che educhi alla comunità (condivisione), (cooperazione), (partecipazione),
lasciando piccoli spazi di autogestione. I genitori sono coinvolti non solo nella gestione dello spazio, (c'è da sistemare la legna per l'asiletto!) delle pulizie e del cibo, ma portano avanti un percorso di autoformazione e confronto. Le decisioni sia organizzative che metodologiche vengono prese collettivamente, ogni mese un genitore a turno assume il ruolo di coordinatore.
Il venerdì viene autogestito dai genitori che propongono attività in base alle proprie competenze o coinvolgono altre figure che coinvolgono bimbi e bimbe nel loro lavoro, proprio come avviene nei villaggi.
Ecco un po' di esempi:
Argilla ai Buschi
Lavoro manuale ai Buschi
Teatro a Collegio (lezioni di gioco fantastico)
Autoproduzione ed ecologia (detersivi e dentifrici)
Yoga a Piedinterra
Intrecci col salice a Pozzallo
Mungitura e ricotta a Pozzallo
Ceramica a Collegio
Il ringraziamento!

mercoledì 6 maggio 2015

ScuolaVillaggio: la sede di Sagliano

L'altalena
Il cortile
I primi mesi: entrata a scuola
Per saperne di più: ScuolaVillaggio

Posso farlo io?

“Nessuno che non sia in condizione, se necessario, di rattopparsi le calze o di rammendarsi i vestiti, può essere un bravo filosofo. Come si può infatti sapere ragionevolmente qualcosa sui più grandi misteri del mondo, se in caso di necessità non ci si può neanche fare le calzature? Non si può davvero voler penetrare con intima partecipazione umana nei misteri del mondo se non si ha assolutamente la minima abilità per le cose che ci stanno più vicine”. 
La gioia del martello
la soddisfazione
(Rudolf Steiner)
Concentrazione




L'orto della ScuolaVillaggio

"Dimenticare come zappare il terreno e curare la terra
 significa dimenticare se stessi" 
Acqua (per i piccolini)
 Mahatma Gandhi
"Quelli sono i piselli"
Recinzione (per cinghiali e caprioli)


Semenzaio (per le fave)
case (per gli insetti)
fave (per mangiarle)
Spaventapasseri (per i passeri)





Per saperne di più: ScuolaVillaggio

I giocattoli non servono


Dietro le quinte
I venerdì della ScuolaVillaggio a Collegio
stendino - teatrino
con l'attrice-regina-vecchina-pilota- contadina- magica Cecca
"qui stavamo pescando"
Immaginazione al potere (non serve chiamarlo teatro...
In viaggio verso il paese che non esiste
 "Quando un bambino gioca, il suo gioco riempie l'universo intero. Noi non siamo più capaci di giocare così."  
(Taisen Deshimaru, monaco buddista giapponese)


Bolle giganti: il regalo della vecchina...