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sabato 9 maggio 2015

Passaggi


Quando i due corpi
racchiusi in uno 
si separano
quello è il momento 
in cui ci si incontra
e ci si innamora
Una settimana


Nove mesi dentro, nove mesi fuori
quando il cucciolo può nutrirsi da solo
quello è il momento in cui finisce la gravidanza
quello è il momento in cui ci si separa
quello è il momento in cui si inizia a diventare amici
Nove mesi

Quattro anni
Io cerco di raccontargli il mondo,
lui me lo spiega

Primo giorno di scuola (quasi 6 anni)
7 anni
Sette anni
c'è un mondo che si schiude,
la mamma non può vedere tutto quello che si muove dentro al cuore
qualche passo ancora un po' più lontano
ancora un po' più vicino alla persona che sarà



mercoledì 10 settembre 2014

Volere è potere!!!!

Mentre nella Chiesetta di san Fermo si registra musica in religioso silenzio, tra un passaggio di trattori, motociclisti, qualche motosega che prepara legna per l'inverno e un po' di lavori in corso alla Chiesa Seria, quella della Santa Maria Assunta, i bambini, come da tradizione fanno educazione psicomotoria sulle rotoballe.  
La Mimmi ha paura, vuole che le dia la mano per fare il passo che separa un ballone dall'altro. 



"Mimmi, ti insegno io - si offre Jonas - tu devi pensare "non ho paura" e poi gridare "VOLERE E' POTERE" 
e poi ti butti."

POTERE è VOLERE!!!!


(il pareo della Mimmi si è reso necessario perchè in queste ultima settimana prima dell'inizio della scuola sto cercando di fare vivere i miei figli nel modo più selvatico possibile. L'ultima frontiera della mimmi - idea sua!- è quella della pipì in piedi. Volere è potere. Se proprio VUOI fare la pipì in pedi PUOI farla anche se sei una femmina. però ti pisci adosso.)

lunedì 31 marzo 2014

Geografia interiore: Sagliano come è dentro di noi

I Buschi (tecnica mista, disegno Charo, colori Mimmi)
La Locanda e Sagliano vecchia (con le luci di natale)


San Fermo e la Collina sacra (disegno e colori di Simone)

 

Lavori in corso con Mimmi e Jonas

giovedì 27 marzo 2014

baby dixit

IL MISTICISMO È NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

Jonas: mamma, io ho mai avuto una comunione celestiale?
Mamma: una comunione celestiale...??
Jonas: sì, come in quel libro che Martina voleva volare e saltava giù dal tetto e le veniva la comunione celestiale...
Mamma: Ah! volevi dire la commozione celebrale!!!!


mercoledì 30 ottobre 2013

Il nipote della bibliotecaria

"La cosa più bella di Milano è la biblioteca"
Jonas Capsoni


Mamma "Santo cielo, chissà come deve essere forte la musica in quella discoteca se si sente fino a qui!"
Jonas "Mamma, una volta voglio andare in discoteca"
Mamma "Ma tu sai che cosa è una discoteca?"
Jonas "Non so bene che cosa è, ma sono andato in dei posti simili e mi sono piaciuti" 
Mamma "Ah sì? E con chi sei andato?"
Jonas "Con la nonna" 
Mamma "Ah, ma allora forse sei andato in biblioteca! Ma guarda che in discoteca non ci sono mica i libri!" 
Jonas "Ah, allora non mi interessa. Io credevo che in biblioteca ci fossero solo i libri, in ludoteca i libri e i giochi e in discoteca i libri, i giochi e la musica"

Mamma, cosa succede dopo la morte?

Giulia: "Mamma, è vero che i morti vanno in cielo?"
Mamma: "Beh, in alcune tradizioni si dice così."
Giulia: "Ma come fanno i morti a salire fino al cielo?"
Mamma: "Prima di tutto i morti non hanno più il corpo come noi che siamo pesanti e dobbiamo restare con i piedi per terra e quindi loro possono andare dove vogliono. E poi si dice  che vanno in cielo ma non è che proprio salgono sulle nuvole, è un modo per dir che vanno in un posto dove tutto è più luminoso e leggero."
Jonas: "Ma è vero che se uno muore poi rinasce?"
Mamma: "Mmmh, io non lo so bene. Secondo alcuni un'anima scende sulla terra perchè deve fare o imparare delle cose, poi quel corpo in cui è entrata muore, ma l'anima rimane viva e dopo un po' si incarna in un nuovo corpo. Secondo altri invece la vita inzia quando si nasce e prima non c'è niente e dopo che il corpo muore finisce tutto. Altri pensano che quando nasci ti viene data un'anima tutta tua e poi quando muori va in paradiso o all'inferno e lì rimane fino alla fine del tempo quando risorgeranno tutti i corpi. Gli antichi egizi credevano che l'anima potesse continuare a vivere nel regno dei morti solo se il corpo rimaneva intatto. Insomma, è una cosa di cui non si può sapere molto, ognuno può scegliere la storia che gli piace di più. E poi magari crescendo può anche cambiare idea."
Jonas: "E a te mamma che cosa piace credere?"
Mamma: "A me ultimamente piace pensare che ci sia un'unica grande anima, grande come tutto l'universo, da cui sono state prese tante goccioline e messe dentro alle persone, agli animali, alle piante e alle pietre. a volte poi le goccioline escono dai corpi e ritornano nella grande anima e poi magari tornano a infilarsi in un nuovo corpo, in questo modo l'anima che è luminosa e leggera entra dentro alla materia che è scura e pesante e la impasta e la fa lievitare, così l'anima diventa più densa mentre la materia diventa più luminosa, finchè un giorno non ci sarà pià differenza tra materia e spirito."
Jonas: "Magari uno sceglie la storia che gli piace di più e poi quando muore gli succede quello crede gli succederà."
Mamma: "Magari...non ci avevo mai pensato..."

vedi anche: Accogliere i morti

lunedì 14 ottobre 2013

Sei nata senza un cavolo

"Bambina piccolina, patatina col naso piccolino, patatino, tu come nelle favole sei nata sotto un cavolo..."
Recita così un'orribile canzone degli anni 60 (con un ancora più nauseabondo video che esplica didascalicamente la visione della donna promossa di questo viscido cantante), ma a me era piaciuta la versione ironica di Paolo Poli e chiaramente alla Mimmi piace un sacco.
L'altro giorno la Mimmi stava cantando:"Tu come nelle favole sei nata senza un cavolo..."
E Jonas ha corretto "Sotto un cavolo! Sei nata senza un cavolo non è nelle favole, è nella realtà!"



lunedì 30 settembre 2013

Oltre Socrate

Socrate era arrivato alla suprema saggezza di chi più cerca di conoscere più si rende conto di non sapere.
Il suo celebre "So di non sapere" è stata una delle vette raggiunte dalla filosofia occidentale.
Allora ditemi se non si potrebbero scrivere interi volumi a partire dalla cazone che stava canticchiando Jonas questa sera prima di andare a letto:

"FORSE NON SO NIENTE...
forse non so niente..."

Il mondo

Giulia (3 anni)"Mamma, voglio andare per il mondo"
Mamma "Cosa vuoi fare in giro per il mondo?"
Giulia "Voglio trovarmi un fidanzato"
Mamma "Il tuo fidanzato quando sarà il momento lo troverai oppure ti troverà lui anche senza girare il mondo"
Giulia "E come sarà il mio fidanzato?"
Mamma "Sarà il più bello di tutti!"
Giulia "Sarà il più bello del mondo?"
Jonas (5 anni)  "Ma quale mondo! Sarà Il mondo! Il tuo fidanzato ce l'hai già ed è il mondo, è tutta la terra!"

foto di http://www.thislittlestreet.com
Altre perle di Jonas:

Guarda dentro 
l'essenza delle cose
Jonas 4 anni





mediatore di coppia
ginnastica di Jonas
economista

oltre socrate

martedì 17 settembre 2013

Uno sguardo obbiettivo


La bellezza è nell'occhio di chi guarda 
(Hume, Goethe, Shakespeare, Lyly, Google)


Mamma e papà visti da Jonas
Non so se chi ti fa una foto ti ruba l'anima, ma sicuramente chi fa una foto ci mette un pezzo della sua anima.
E chi viene fotografato, quando si pone difronte all'obbiettivo, è in relazione con chi sta dietro l'obbiettivo.
Per questo una fotografia è una cosa così intima.

Papà e Mamma visti da Mimmi
La famiglia vista da Mimmi
Mamma vista da Mimmi

Mamma vista da Jonas






La mamma vista dal papà

Il papà visto dalla mamma

mercoledì 11 settembre 2013

Camicia nera

Primo giorno di scuola:
Camicia nera obbligatoria
W l'uguaglianza e la libertà!

L'idea del grembiule mi piace molto,
non ci si preoccupa della marca dei vestiti,
non ci si preoccupa di sporcarsi
- nè di smacchiare le magliette!-
un solo modello semplice per ogni bambino,
tutti uguali, ognuno indossando il colore che più gli piace.

L'idea del grembiulino a forma di camicia
e tutto nero non so perchè ma mi fa un pochino rabbrividire,
forse è colpa della mia educazione steineriana
o forse mi ricorda qualcosa....
Prima prova: non lasciare trapelare questa emozione davanti ai miei figli.

Avete visto come sta bene a Jonas il grembiulino di seconda mano?
Almeno è di cotone e non di plastica come quello in vendita a Varzi...

martedì 5 marzo 2013

Soddisfazioni educative


Bidella: Oh ciao Jonas, che cosa porti nello zainetto? la merenda? che cosa ti ha dato la mamma? (Jonas mostra orgoglioso il succo e i crackers, oggi niente frutta, carote o finocchi)
Bidella: Ma diglielo alla mamma di darti qualcosa di piu' buono! 

 Qualche giorno dopo...

Jonas: Mamma, lo sai che gli altri bambini a merenda mangiano sempre delle schifezzine?
Mamma: Si vede che le loro mamme non hanno tempo di preparargli delle cose sane, poverini.
Jonas: Mamma, ma una volta, un giorno magari posso mangiare anche io delle schifezzine come gli altri bambini?

 Qualche giorno dopo...

Mamma: Oggi ho comprato tutti gli ingredienti per fare delle merendine, ci mettiamo anche le goccie di cioccolato, sei contento?
Jonas:...mmhh, ma io vorrei proprio le schifezzine comprate come gli altri bambini.
Mamma: Oh, insomma, all'asilo vi danno tutti i giorni un sacco di caramelle, per me come dose di schifezze e' sufficiente. E quindi o queste o niente, scegli tu.
Jonas: va bene mamma pero' poi le impacchettiamo cosi' sembrano comprate e non lo diciamo a nessuno che le abbiamo fatte noi.
foto di Jonas Capsoni
foto di Jonas Capsoni



martedì 29 gennaio 2013

kids&Computer

Mamma:
Jonas, ti ho lasciato un po' giocare col computerino che vi hanno prestato, pero' adesso secondo me e' meglio che facciamo anche qualcosa di diverso.

Jonas:
Ma sto imparando sempre meglio a fare questi giochi, so fare i conti e scrivere.

Mamma:
Si', ho visto, pero' ci sono anche altri modi per imparare, se si impara solo con computer si sviluppano solo la testa e un dito e tutto il resto rimane deboluccio e malatino.

Jonas (spegnendo il computerino):
Ma... perche' cresce solo la testa e un dito?

Mamma:
Perche' si sviluppano di piu' le parti che usiamo di piu', per esempio lo vedi come sono le braccia e le gambe del papa'? Lui tutto il giorno corre dietro alle mucche e tiene fermi i vitelli e spacca la legna e i suoi muscoli sono cresciuti. Poi pero' siccome tutto il suo corpo funziona bene, anche la sua testa funziona bene e col computer e' piu' bravo di me che ci passo piu' tempo di lui.

Jonas:
... Io voglio assomigliare al papa'.

Mimmi (che ha ascoltato tutto a bocca aperta):
Facciamo che non usiamo il computer per un po' di giorni.

Jonas:
Facciamo che non lo usiamo mai piu'.


domenica 30 dicembre 2012

Imparare ad essere tristi

"Mamma chi viene oggi a cena da noi?"
"Oggi credo non venga nessuno"
"Ma uffa!!!io volevo invitare qualcuno!"
"Jonas, quasi tutti i giorni viene qualcuno a andiamo a casa di qualcuno, direi che non puoi proprio lamentarti."
"Mamma, oggi andiamo andiamo da quella signora che ci da gli scatoloni coi vestiti da femmina?"
"Mimmi, ce li hanno dati ieri gli scatoloni, oggi non ne hanno più."
"Ma io voglio degli altri vestiti rosa! Uffa!"
"Bambini, ma siete matti? Invece di essere felic per quello che avete, siete tristi perchè vorreste ancora di più? Volete fare comne quelle persone che invece di vedere tutte le cose belle che hanno fanno il gioco di vedere tutto quello che manca?"
"..."
"Mamma, perchè delle persone vogliono fare il gioco di vedere quello che manca?"
"Perchè la gente può decidere se vuole essere felice oppure triste, se uno vuole essere felice guarda tutto quello che ha ed è felice, se uno vuole essere triste guarda quello che non ha ed è triste. Voi che cosa preferite, essere felici o tristi?"
"Felici!"
"Brava Mimmi, e tu Jonas?"
"Un po' felice e un po' triste."
"Perchè anche un po' triste?"
"Perchè nella vita bisogna anche imprare ad essere tristi, mamma"

giovedì 6 dicembre 2012

Allofonese

Jonas è stato in Norvegia con i nonni a trovare i cuginetti.
Quando aveva due anni, tornato dalla Scozia, ci aveva detto che in quel posto si parla una lingua marrone.
Questa volta invece è tornato con due saggi consigli di cose da fare quando si va in un posto dove si parlano lingue strane.


"Allora, per prima cosa quando la gente ti parla tu fai finta di capire tutto anche se in verità non hai capito un'acca.
E poi quando devi parlare tu fai finta di muovere la bocca come se parlassi ma in realtà stai zitto."








lunedì 6 agosto 2012

Consigli di un quattrenne

Mamma: "Jonas! Hai rotto tu la mia scultura di creta e le mie icone che mi aveva regalato la nonna quando ero piccola? "
Jonas: "Sì, mamma, scusa."
Mamma: "Perchè le hai rotte?"
Jonas "Scusa mamma, non credevo che ci tenessi tanto"
Mamma: " E invece ci tenevo e sono molto arrabbiata!"
Jonas "Mamma, chiudi gli occhi, non guardare fuori da te, guarda quello che c'è dentro di te..."
Mamma "E che cosa dovrei vedere dentro di me?"
Jonas " Dentro di te vedi delle cose divertenti e non sei più arrabbiata"

lunedì 30 luglio 2012

Bambini illuminati


Agata (5 anni): "Jonas, secondo te Dio esiste?"
Jonas (4 anni): "Sì, è una cosa grandissima e luminosa"
Agata: "no, è una cosa piccolissima: è bambino"
Jonas: "no, non è vero"
Agata: "Allora facciamo la conta per vedere chi ha ragione: ambarabàciccìcoccòtrecivettesulcomòchefacevanolamoreconlafigliadeldottoreildottoresiammalòambarabàciccìcoccò" (Agata muove il dito così velocemente da uno all'altro che quando finisce la conta il dito sta ancora muovendosi)
Agata: "Mhhh...chi ha vinto? Jonas mi sa che abbiamo ragione tutti e due..."

martedì 14 febbraio 2012

Sangue ebraico con mente

Jonas con un secchiello pieno di neve:
"mamma, facciamo che io ero un venditore di sale"
"vabene, mi da per favore un secchiello di sale? Quanto costa?"
"tre euro"
"Eccoli, grazie!"


"mamma, facciamo che lo avevi finito e ne volevi ancora?"
"vabene, mi da per favore un secchiello di sale? Quanto costa?"
"quattro euro"
"Ma come! Ieri costava tre, come mai è salito il prezzo?"
"Eh, perchè oggi ce n'era meno e quindi costa di più"
"ma(!)...chi ti ha spiegato queste cose?
Beh, guardi, comunque io al mercato ho visto che vendevano il sale due euro, andrò a comprarlo lì"
"Allora guardi facciamo così: io ti do mezzo secchiello e tu mi dai due euro!"