Visualizzazione post con etichetta migrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta migrazione. Mostra tutti i post

mercoledì 1 agosto 2018

Esopo e il Grillo Parlante trovano la soluzione al problema dell'immigrazione

Parafrasando la favola del leone e del topo, una proposta concreta per risolvere la soluzione....ops volevo dire il Problema dell'Immigrazione.

Immagine correlataRisultati immagini per italiano canottiera birra tvUn italiano sta dormendo. Passa un immigrato clandest
ino e l'italiano vuole buttarlo in mare.
L'immigrato però dice: "Se non mi butti in mare un giorno io ti aiuterò"
Risultati immagini per pomodori schiaviL'italiano gli ride in faccia e poi gli tira un uovo sodo, ma lo lascia andare via, anche se sa che l'immigrato andrà a raccogliere i pomodori a Foggia a 2 euro all'ora, rubando il lavoro all'italiano.
Risultati immagini per disabled old man
Risultati immagini per italiano all'estero stereotipoQualche anno dopo l'italiano invecchia ed è su una sedia a rotelle, chiede aiuto alla sua famiglia ma i suoi genitori sono ancora più vecchi di lui e il suo unico figlio lavora in un bar a Londra perchè è un ragazzo intraprendente che ama viaggiare.
Risultati immagini per fake news immigrazioneChiede aiuto ai suoi amici, ma sono tutti occupati a postare fake news su facebook e non hanno tempo di aiutarlo.
Chiede a degli italiani di occuparsi di lui a pagamento, ma nessuno ha voglia di passare la sua vita a prendersi cura di un vecchio disabile e in più l'italiano sta anche finendo i soldi.

Risultati immagini per invecchiamento popolazioneAllora chiede allo Stato la pensione e l'invalidità, ma non ci sono più giovani che lavorano e pagano le tasse, ci sono solo vecchi che chiedono le pensioni. 

Allora arriva l'immigrato e dice all'italiano:
Risultati immagini per quasi amici
"Io posso aiutarti e stare con te giorno e notte anche se hai pochi soldi, perchè se dormo da te e non devo pagare l'affitto posso mandare tutto quello che guadagno alla mia famiglia che ha speso tutto quello che aveva per mandarmi qui sperando che io potessi aiutarli. Il mio unico desiderio è mandare i soldi a casa per fare studiare i miei fratelli."
L'italiano risponde: "Ma se voi immigrati mandate nel vostro paese tutti soldi che noi italiani vi diamo, noi diventeremo sempre più poveri e voi sempre più ricchi!"

IL LEONE E IL TOPO

Risultati immagini per SLEEPING LION DRAWING
LEONE CHE DORME
Risultati immagini per LION MOUSE
TOPO
UN LEONE STA DORMENDO. 

PASSA UN TOPO E IL LEONE LO PRENDE. 

IL LEONE VUOLE MANGIARE IL TOPO, MA IL TOPO DICE: 

Risultati immagini per LION MOUSE

"PER FAVORE, NON MI MANGIARE, UN GIORNO FORSE TI POTRO' AIUTARE!"

Immagine correlataIL LEONE RIDE E DICE "IO SONO GRANDE E TU SEI PICCOLO; COME PUOI AIUTARMI?"
IL LEONE LASCIA ANDARE IL TOPO SENZA MANGIARLO.


Risultati immagini per LION HOUNTERS DRAWING MOUSE
LEONE NELLA RETE
QUALCHE SETTIMANA DOPO, ARRIVANO I CACCIATORI E CATTURANO IL LEONE CON UNA RETE. 







Risultati immagini per lion and the mouse jerry pinkney
ANIMALI
IL LEONE CHIEDE AIUTO A TUTTI GLI ANIMALI, MA TUTTI GLI ANIMALI HANNO PAURA DI LUI E DICONO: "SE NOI TI LIBERIAMO; TU CI MANGERAI"




Risultati immagini per LION MOUSEALLORA ARRIVA IL TOPO E CON I DENTI TAGLIA LA RETE E LIBERA IL LEONE.
Risultati immagini per lion and the mouse ROPE 
IL LEONE DICE AL TOPO:  

"GRAZIE, MI HAI SALVATO LA VITA!"

Risultati immagini per lion and the mouse ROPE

PICCOLI AMICI POSSONO ESSERE GRANDI AMICI

GUARDA IL VIDEO E ASCOLTA LA STORIA

Per i più bravi, qui potete trovare la spiegazione della favola:
Esopo e il Grillo Parlante trovano la soluzione al problema dell'immigrazione

martedì 31 luglio 2018

Il Quarto Stato Colorato: il piccolo Volpedo di Volpedo - 4

Volpedo, 1901. Il pittore Pellizza da Volpedo termina quadro del Quarto Stato, col desiderio di poter contribuire con la sua arte alle "idee che si muovono", al sogno - ancora poco realistico e per niente realizzato all'inzio del Novecento - di poter cambiare la condizione sociale degli ultimi, dei lavoratori salariati a quel tempo ancora privi di diritti, ma che iniziavano a prendere coscienza e a lottare per una vita migliore. (vedi La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1)

Volpedo, 2016. Viene battezzato il piccolo Stefano Volpedo, figlio di rifugiati nigeriani ospiti a Volpedo che, insieme ad altri rifugiati, grazie alla collaborazione con l'Amministrazione comunale, l'Associazione Pellizza e la parrocchia di Volpedo, hanno imparato l'italiano, hanno svolto lavori di utilità comunale e hanno trovato lavoro presso aziende agricole locali.
In un territorio afflitto dallo spopolamento e dall'invecchiamento della popolazione, avere nuovi abitanti, giovani e pieni di buona volontà può essere una grandissima ricchezza, se essi sono messi nella condizione di lavorare, di farsi conoscere e dimostrare la loro grande voglia di imparare e di darsi da fare. (vedi il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2)

A Volpedo più di cent'anni fa qualcuno sognava un mondo più giusto, in cui "chi ha molto sofferto" potesse vivere in modo dignitoso.
A Volpedo oggi c'è qualcuno che che non si limita a sognare ma continua a fare muovere le idee e ad accogliere nuovi lavoratori nella marcia pacifica verso un futuro più giusto e più equo in cui ognuno può rendersi utile e guadagnarsi il proprio posto senza essere un peso o un problema ma una risorsa!


La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1
il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2
Il Sesto Stato dei Senzadignità - 3 

mercoledì 27 giugno 2018

7 - Le domande dei migranti - NO CAPITO

Risultati immagini per hands up black kids schoolDopo la proiezione del film “Welcome” al cineforum di Varzi e le domande che i migranti hanno fatto agli italiani riguardo alle leggi sull’immigrazione in Italia, ci sono le state le domande spontanee:
IO NO CAPITO PERCHE’ VOI PAURA DI NOI
PERCHé VOI AVETE PAURA CHE VI RUBIAMO IL LAVORO?
PERCHE’ VOI NON SALUTATE?
PERCHE’ NOI NON POSSIAMO VENIRE IN EUROPA
MA VOI SIETE VENUTI A COLONIZZARE E RUBARE IN AFRICA?
Immagine correlata

6 - Le domande dei migranti: spiegateci la legge Bossi-Fini

Varzi, 8 giugno 2018.
Dopo la visione del film "Welcome"(vedi "ricordare il passato per dimenticare il presente"), i migranti hanno posto alcune domande agli italiani.
Le prime riguardavano le leggi sull'immigrazione in Italia e hanno trovato un pubblico un po' impreparato.

Migranti: Chiunque può chiedere un visto turistico per venire in Italia?

Italiani: Beh, come turista sì, si può venire in Italia.

Young man on holiday standing with arms spread openFALSO: In base ad una recente modifica introdotta dalla legge Bossi Fini, il visto turistico può essere rifiutato senza che venga emesso un provvedimento motivato (art. 4, T.U. sull’Immigrazione). Il consolato italiano può infatti rifiutare il visto d’ingresso senza fornire nessuna spiegazione, sulla base della presunzione che la persona interessata possa trattenersi illegalmente in Italia allo scadere del termine.


Migranti: Se vengo in italia con un visto per turismo o per studio e trovo un lavoro, posso chiedere un permesso di soggiorno per lavoro?

Italiani: Se vieni come turista no, però se vieni per studio...

VERO: Se vieni come turista puoi fermarti per tre mesi e poi te ne devi andare, in quel tempo non puoi lavorare e il visto non può essere convertito in permesso per lavoro.
Se hai un visto per studio è molto difficile poter ottenere un permesso per lavoro, a meno che non si tratti di un percorso universitario.

Migranti: Come faccio a entrare legalmente in italia se voglio lavorare?

mercoledì 13 giugno 2018

2 - Obbedienza vs Umanità

In rete circola la descrizione dell'esperimento che Church effettuò su topi che avevano imparato a procurarsi il cibo premendo una leva, leva che, in un secondo momento, procurava una violenta scarica elettrica sul topo vicino di gabbia. Pare che i topolini, scoprendo che per procurarsi da mangiare erano costretti a far soffrire un proprio simile, preferissero lasciarsi morire di fame.
Molti hanno contestato la deduzione che i topi potessero provare empatia, spiegando che essi avevano evitato di premere la leva non per bontà ma perchè spaventati dalle grida di dolore del vicino di gabbia.
Non si può quindi forse certificare l'"umanità" dei topi, ma ci si può interrogare sull'umanità degli esseri umani, come ha fatto Milgram nel 1961. A quei tempi era stato catturato e processato Eichmann, militare e funzionario nazista che si occupò dello sterminio degli ebrei, il quale era convinto di non aver commesso nessun crimine, ma di essersi limitato a eseguire degli ordini. Come fu possibile che così tanti esseri umani abbiano eseguito ordini assurdi compiendo azioni raccapriccianti senza un attimo di esitazione?
L'esperimento di Milgram era condotto da un finto scienziato che chiedeva a un volontario-insegnante di sottoporre un altro volontario-allievo (che in realtà era un attore) a una serie di domande, se questo avesse sbagliato la risposta, bisognava infliggergli una scarica elettrica di intensità via via sempre più forte. L'attore doveva simulare dolore crescente e urlare fino a fingere di svenire dal dolore.
Lo sperimentatore ingiungeva al volontario-insegnante di portare a termine il lavoro ignorando le grida disperate dell'allievo, premendo via via le leve che aumentavano la scarica elettrica fino alla massima potenza.
L'esperimento ha dimostrato la straordinaria capacità umana di agire contro l'umano istinto della compassione e contro la morale (innata o culturale che dir si voglia), in virtù dell'educazione all'obbedienza (fondamentale in ogni processo di socializzazione) e in nome del riconoscimento di un'autorità percepita come legittima (in questo caso quella dello scienziato in camice bianco).
Possiamo quindi affermare che, se anche fossimo nati come animali sociali, la società che abbiamo creato è stata in grado di educarci all'indifferenza e al superamento di ogni remora morale in nome dell'obbedienza.
Se la creazione di un sistema di leggi condivise è stato un potenziale passo avanti verso la giustizia, arriva anche il momento in cui ci si deve chiedere se tutte le leggi siano giuste.
Esiste un momento in cui ci si deve chiede se l'obbedienza sia sempre e comunque un valore.
Don Milani ha sostenuto i primi obiettori di coscienza con il motto L'OBBEDIENZA NON é PIU' UNA VIRTU'. Come può esserlo, del resto, se in nome dell'obbiedienza si è legittimati o obbligati a servire la patria uccidendo esseri umani che vengono distinti in amici e nemici in base al luogo in cui sono nate?
Immagine correlata


1 - Ricordare il passato e dimenticare il presente (la Shoah e gli accordi con la Libia)
2 - Obbedienza vs Umanità
3 - Criminalizzare l'umanità: il reato di solidarietà
4 - Parlare di immigrazione con i migranti, per esempio...
6 - Le domande dei migranti: spiegateci la Bossi-Fini
7 - Le domande dei migranti: NO CAPITO

La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1
il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2
Il Sesto Stato dei Senzadignità - 3 
Il Quarto Stato Colorato: il piccolo Volpedo nato a Volpedo - 4

Canti Migranti





giovedì 7 giugno 2018

4 - Parlare di immigrazione con i migranti, per esempio...

Dopo aver visto un film sulla shoah al cineforum di Varzi ed essere rimasti scioccati dalla somiglianza con le esperienze vissute in Libia (vedi Ricordare il passato per dimenticare il presente), alcuni richiedenti asilo residenti a Varzi hanno espresso il desiderio di parlare con gli italiani.
Non vogliono raccontare quello che hanno vissuto in Libia in prima persona (nessuno ha voglia di ricordare cose brutte), ma vorrebbero confrontarsi con gli italiani sulle leggi che sono state fatte in Italia negli ultimi anni riguardanti l'emigrazione. ( Le domande dei migranti: spiegateci la Bossi-Fini )
Grazie alla disponibilità dell'assessore alla cultura di Varzi, siamo riusciti a trovare un film da inserire nel programma del cineforum che possa offrire uno spunto per una riflessione sul tema della migrazione.
"Welcome" è un film francese del 2009 che mette in luce l'assurdità della legge che prevede fino a 5 anni di carcere per chi aiuta un clandestino, anche se non lo fa per fini di lucro. Il film ha contribuito al dibattito sul "reato di solidarietà" che ha portato i francesi a chiedere la depenalizzazione di tale reato. ( Criminalizzare l'umanità: il reato di solidarietà)
1 - Ricordare il passato e dimenticare il presente (la Shoah e gli accordi con la Libia)
2 - Obbedienza vs Umanità
3 - Criminalizzare l'umanità: il reato di solidarietà
4 - Parlare di immigrazione con i migranti, per esempio...
6 - Le domande dei migranti: spiegateci la Bossi-Fini
7 - Le domande dei migranti: NO CAPITO

La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1
il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2
Il Sesto Stato dei Senzadignità - 3 
Il Quarto Stato Colorato: il piccolo Volpedo nato a Volpedo - 4


Canti Migranti



1 - Ricordare il passato e dimenticare il presente (La shoah e gli accordi con la Libia)

Per la giornata della memoria alla biblioteca di Varzi è stato proiettato un film sulla shoah, "Il figlio di Saul". Ci sono andati anche alcuni dei richiedenti asilo che vivono a Varzi.
"Ma queste cose sono le stesse che io ho visto in Libia" ha detto Emmanuel. Mentre noi ci sforziamo di non dimenticare un evento orribile che è avvenuto meno di un secolo fa nel nostro evolutissimo continente e mostriamo foto atroci ai nostri figli perchè "Questo non deve più accadere", cerchiamo di non ricordarci che oggi, a poche ore di mare dalla nostra costa, stanno avvenendo fatti non certo meno drammatici. Il Libia non ci sono i forni crematori, ma in compenso la gente viene torturata mentre viene invitata a telefonare alla famiglia per chiedere denaro per il riscatto.
Il secolo scorso noi italiani siamo stati complici dello sterminio degli ebrei nella misura in cui non ci siamo bene accorti di che cosa stesse succedendo e non abbiamo fatto niente per impedirlo (abbiamo caricato un po' di gente sui treni per ordine dei nostri alleati ma non sapevamo che volevano proprio bruciarli vivi, pesavamo solo che fosse buona cosa non imbastardire la fiera razza italica, a sporcarsi le mani con una soluzione finale ci avrebbero pensato poi quei cattivoni dei nazisti).
Ora invece siamo complici in modo molto più diretto con gli accordi Italia-Libia per "gestire il problema" dell'immigrazione. Di fatto questi accordi consistono nel finanziare la guardia costiera libica affinchè fermi (non importa come) chi cerca di arrivare in Italia e alcune "organizzazioni locali" affinchè trattengano i migranti. 
Più migranti vengono trattenuti (non importa come) più soldi vengono dati. Per questo alcune persone che stavano lavorando in Libia e non avevano nessun progetto di migrare sono state prese con la forza e rinchiuse in campi di detenzione.
E i soldi per finanziare questo astuto progetto da dove arrivano? E' semplice, sono i fondi che l'Italia ha scelto di destinare alla cooperazione allo sviluppo. Più cooperazione di così!


3 - Criminalizzare l'umanità: il reato di solidarietà
4 - Parlare di immigrazione con i migranti, per esempio...

3 - Criminalizzare l'"umanità": il reato di solidarietà

Risultati immagini per indifferenza
Nel linguaggio comune si definisce "umano" il comportamento di chi prova compassione ed empatia per i propri simili e agisce con clemenza o addirittura spirito di sacrificio per aiutare gli altri. Altre volte si utilizza il termine "umano" come sinonimo di naturale e inevitabile, come nell'espressione "errare è umano".
Possiamo allora dire che aiutare il prossimo è umano? Che ogni essere umano è portato istintivamente ad allungare una mano a chi è in difficoltà?

"Se questo è un uomo" si chiedeva Primo Levi descrivendo un detenuto nei campi di sterminio.
Se questo è un uomo mi chiedo io, guardando chi dall'Europa dei Diritti continua a parlare di uguaglianza giustizia e libertà mentre prepara cassonetti della raccolta differenziata per gli esseri umani nati dalla sponda sbagliata del mare.


Cercare una vita migliore 
in un paese diverso da quello in cui si è nati 
è un reato? 
Aiutare chi si sta per affogare 
senza chiedergli se ha i documenti in regola è reato? 
Accompagnare in ospedale una donna incinta che sta attraversando le Alpi a piedi
è reato?





1 - Ricordare il passato e dimenticare il presente
2 - Obbedienza vs Umanità
3 - Criminalizzare l'umanità: il reato di solidarietà
4 - Parlare di immigrazione con i migranti, per esempio...
6 - Le domande dei migranti: spiegateci la Bossi-Fini
7 - Le domande dei migranti: NO CAPITO


La Festa dei lavoratori e il Quarto Stato - 1
il Quinto e il Diciassettesimo Stato -2
Il Sesto Stato dei Senzadignità - 3 
Il Quarto Stato Colorato: il piccolo Volpedo nato a Volpedo - 4

Canti Migranti







giovedì 10 maggio 2018

L’Oltretutto

Si sa che ogni Paese, ogni Regione,
si riconosce in un dato nome
scelto dal popolo o da un padrone
per indicarne l’estensione.
Oggi io vi chiederò:
chi ha scelto il nome Oltrepò?

Risultati immagini per oltrePerchè oltre tutto l’Oltrepò
è definito, guarda un po’,
da chi sta sopra al Po
che non pensa neanche un po’
d’esser esso oltre il Po.

Se ci pensi almeno un po’
converrai con me o no
che anche Roma è oltre il Po?
Risultati immagini per padania

(Infatti il Popolo del Po
propone
che chiunque sia sotto il Po
sia chiamato anche “terrone”.)
Ma se ci pensi un altro po’
anche l’Europa è oltre il Po!


Se tutto il mondo è oltre il Po
cosa mai è l’Oltrepò?
(e ha l’accento, oppure no?)


E’ la Regione delle Quattro Province!
Ma questo termine non mi convince:
di Genova, Alessandria, Piacenza e Pavia
qui siamo ben oltre la periferia,
noi  siamo fuori da ogni Regione
chi può non darmi ragione?

Oltrepò un po' diverso

Nell’ambito del progetto Oltrepò BioDiverso finanziato dalla Fondazione Cariplo, la Cooperativa Finis Terrae ha messo in campo le proprie competenze per valorizzare una diversità che rappresenta una novità ma anche un’enorme potenzialità per un territorio afflitto dallo spopolamento e dall’inesorabile invecchiamento della popolazione:
Risultati immagini per spopolamento oltrepò
stiamo parlando dei giovani provenienti dall’Africa arrivati negli ultimi anni. Per comprendere meglio il contesto bisogna considerare che questa è la prima volta che molti abitanti incontrano dal vivo persone con un colore di pelle marcatamente diverso.



Immagine correlataE’ come se qui si stesse verificando adesso un fenomeno che in altri luoghi di Italia è già normalità da decenni. I Il fatto che questi nuovi “vicini di casa” siano arrivati a gruppi, che siano stati accolti in alberghi convertiti in Centri di Accoglienza Straordinaria, alcuni dei quali si trovano in piccoli paesi isolati, non raggiungibili con i mezzi pubblici e con pochissimi abitanti mediamente molto anziani, non ha reso le cose più facili.
Immagine correlata
Da una parte la paura “dell’Uomo Nero”, acuita dalla costituzionale diffidenza per i foresti (ossia da chi viene da fuori in generale, fosse anche solo da Pavia), dall’altra parte la percezione (fomentata da un certo tipo di informazione) che “loro siano trattati meglio di noi” - dal momento che vivono gratuitamente in albergo e non fanno nulla tutto il giorno - ha fatto sì che la diffidenza iniziale non sia scomparsa nonostante in questi anni la loro presenza non abbia creato nessun tipo di disturbo alla popolazione.
La Cooperativa Finis Terrea, per facilitare il processo di integrazione, ha attivato diverse risorse: ha messo a disposizioni dei gestori dei CAS operatori competenti, ha attivato corsi di lingua italiana, ha creato occasioni di volontariato (pulizia di spazi dei comuni, risistemazione del Museo Contadino di Romagnese e disponibilità a fare visite guidate in lingua inglese e francese), ha organizzato il corso di formazione “Operatori delle aree verdi e agricole” in collaborazione con il Centro Servizi di Pavia, rivolto ai migranti, coinvolgendo le aziende agricole locali che hanno accettato con entusiasmo di seguire la formazione dei tirocinanti, con la possibilità di prolungare la collaborazione attraverso borse lavoro.
Ma è evidente che in un territorio come questo, se si vuole parlare di integrazione non è sufficiente formare i migranti, è necessario anche pensare a una strategia per aiutare la popolazione locale a conoscere e a fidarsi di questi potenziali futuri abitanti. In quest’ottica è stata organizzata una Feste del migrante nel giugno 2017 ed è stato pensato anche l’evento “Siamo sulla stessa barca - Quiz e canzoni sulla storia delle Migrazioni” che si è tenuto a Varzi il 17 dicembre. L’idea è nata quasi per caso durante il corso di lingua e cultura italiana rivolto a più di 60 migranti residenti a Varzi, Romagnese, Val di NIzza e Godiasco: la facilitatrice linguistica Charo Segrè ha scelto di insegnare le canzoni tradizionali dell’emigrazione italiana per via dei loro testi semplici e adatti sia per i principianti analfabeti anche in lingua madre che avevano bisogno di imparare a pronunciare, leggere e scrivere semplici frasi in italiano, sia per chi, avendo già una buona competenza linguistica, ha potuto approfondire anche l’aspetto storico dell’emigrazione italiana, delle leggi sull’immigrazione in Italia e la storia delle migrazioni che iniziarono proprio quando i primi africani, antenati di tutta l’umanità, uscirono per la prima volta dall’Africa. Quasi per gioco qualcuno ha iniziato a canticchiare le canzoni tradizionali italiane modificando alcune parole (Mamma mia dammi mille dollari / che in Libia io voglio andar…), utilizzando le strutture grammaticali imparate a memoria attraverso i canti ognuno ha avuto modo di comporre semplici frasi o testi autobiografici che si sono trasformati in un corposo repertorio che è stato poi utilizzato come base per lo studio e le esercitazioni. E’ stato proprio la scoperta di condividere con gli italiani l’esperienza della migrazione, oltre ad una preistorica fratellanza africana, che ha fatto nascere il desiderio di poter confrontarsi con la popolazione, di ragionare insieme sulle condizioni create dalle leggi italiane sull’immigrazione e di farsi conoscere come individui.
Sono nati così i “Nuovi Canti Migranti dal deserto ai monti”, tutti basati su melodie e ritmi di canzoni, filastrocche o giochi infantili italiani: dai racconti sulle esperienze vissute in Libia (sorvolando sugli aspetti più agghiaccianti e concludendo con l’inevitabile lieto fine, ossia l’arrivo in Italia) alle riflessioni sulla percezione degli stranieri come invasori (da sempre l’umanità si è spostata/ in cerca di terre e di cibo è emigrata/ ma perché vogliamo chiamarla “invasione” / e non “viaggio di sogni e di persone”?), dallo studio delle leggi sull’immigrazione in Europa (libera merce e capitale / ma cercar lavoro è illegale) alle condizioni di vita del clandestino che non avendo i documenti lavora in nero e vorrebbe avere un contratto, pagare le tasse e iscriversi all’INAIL. Da questi testi emerge un’umanità piena di speranze che vede l’Europa come un “continente di libertà”, che apprezza in Italia “il valore della vita”, a cui “trema il cuore per il desiderio di aiutare la famiglia rimasta in Africa” e che vorrebbe diventare “medico per curare tutte le persone”, poliziotto per poterle “difendere da tutte le violenze”, imprenditore “per dare lavoro a tutti” e che sogna di poter “fare un grande progetto per fare lavorare i neri e i bianchi insieme.”


Questi testi sono stati notati dall’organizzatore del Festival Internazionale della Poesia, Milton Fernandez che ha insistito per ospitarli a Milano il 12 maggio presso il MUDEC. I canti verranno accompagnati con la fisarmonica da Eraldo Pedemonte, fondatore di diversi cori tra cui il COMOLPA in Osteria  (Coro della Comunità Montana dell’Oltrepo Pavese) che da anni tramando il patrimonio dei canti tradizionali locali e che ha collaborato con entusiasmo sia all’evento di Varzi sia all’appuntamento di Milano. Tutti noi ci auguriamo che questi piccoli semi di incontro, confronto e riflessione collettiva possano contribuire a rendere più consapevoli non solo gli abitanti dell’Oltrepo, ma gli italiani in generale, di quale grande opportunità ci è offerta dall’arrivo di queste giovani menti, membra e anime e di quale grandissimo errore sarebbe sprecare questa occasione non creando le condizioni per una piena e vantaggiosa integrazione.