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mercoledì 4 dicembre 2013

Cintura nera di castità

Perchè anche alle oneste madri di famiglia può capitare di sognare un divo del cinema.
Ma anche nel sogno non possono fare a meno di essere oneste.

La premessa è che avevo visto il corto “il circo della farfalla”, la classica storiella dello storpio senza gambe e senza braccia che finalmente riesce a scoprire il suo talento per cui smette di essere un'attrazione per la sua menomazione e viene apprezzato per ciò che sa fare.
Il corto però ha delle belle immagini e atmosfere e la figura del direttore del circo mi colpisce perchè anche io vedo in ogni essere umano una creatura meravigliosa e mi piace creare occasioni in cui le persone possano riconoscere e far conoscere le proprie doti.
A riguardarlo per la seconda volta con mio figlio rilevo che forse la figura del direttore mi aveva colpito anche per i baffi, forse, o gli occhi? Insomma, come si chiama questo tizio? Eduardo Verastegui, un fotomodello cantante attore messicano tamarrissimo e con lo sguardo vacuo al confine tra l'illuminazione e la demenza.
Ma oltre ad essere impegnato nel sociale come ogni vero uomo di spettacolo, questo sexsymbol è pure un ferventissimo cattolico. Chissà perchè la sua foto con il crocifisso ha la capacità di fare svanire nel nulla qualsiasi pensiero anche solo vagamente tiepidino nei suoi confronti... Allora forse è vero che la croce ha il potere di scacciare satana!

lunedì 22 luglio 2013

Dal Coccige al Terzo Occhio - chi mi aiuta?

Avevo giusto capito dove fosse il nodo.
Potevo fare un disegnino: l'energia che parte da sotto, dai chackra bassi per dirla mistica, sale molto bene e si espande nel petto, ma mi si blocca all'altezza della gola e per questo ci sono cose in basso che non vengono comunicate in alto. Invece l'energia che scende giù dall'alto, dalla parte spirituale o intellettuale, arriva fino al petto e mi si incastra nel diaframma. Così quello che parte da sotto non si esprime sopra, quello che arriva da sopra non si esprime sotto. E avevo anche capito che aveva un senso questo tipo di organizzazione. Diciamo che mi è servita per approfondire separatamente il sopra e il sotto e per tenere in ordine un po' di cose.
Adesso però vorrei integrarli. Sì, vorrei sbaraccare i posti di blocco, grazie mille per il vostro lavoro, adesso basta. Ciao.
Ma mica è così facile!

mercoledì 26 giugno 2013

Sulle tracce dello Spirito di Sagliano


Alla Luna Piena precedente, gli uomini avevano costruito un temazcal nascosto nel cuore del Torrente. Avevano raccolto la legna sparsa e ne avevano fatto una capanna circolare, piccola e bassa, e una catasta. Avevano cercato le pietre adatte e avevano creato una pozza per immergersi e un cerchio per il fuoco. Avevano ripulito quell'angolo del torrente, protetto dalle alte pareti di roccia a strapiombo e dalla vegetazione selvaggia, lontano dal sentiero.
E sotto alle coperte di lana con cui avevano coperto la capanna, avevano portato pietre roventi al centro: con l'acqua e fuoco si erano purificati, coi tamburi e col sudore, ed erano stati partoriti dal grembo della Madre Terra.

Le donne, stupite e curiose, avevano chiesto di partecipare, avevano chiesto dove fosse il Luogo, ma gli uomini avevano mantenuto il loro segreto. Fino alla seguente Luna Piena.
Quel giorno erano stati svelati alle donne i simboli di pietra che erano stati posti nel bosco per ritrovare la capanna.
Il giorno seguente decisero di celebrare presso la capanna il Solstizio d'Estate. Erano cinque donne e un Uomo, che valeva come cinque uomini.

domenica 3 marzo 2013

Attenta a quello che desideri, potrebbe realizzarsi

Guarda, lo vedi quel castello? E li' accanto la scuola, poi li' dietro l'ospedale e la comunita' per disabili? E poi quel parco con il laghetto? Li ho fatti costruire io.
E pensare che fino a pochi anni fa qui c'erano solo campi incolti e catapecchie.
Da non crederci, eh?

 

Lo vedi questo lavandino? E i pavimenti, i vetri, la tavola da sparecchiare?
Li ho lavati e riordinati io in questi anni.
E pensare che fino a poche ore fa qui era tutto pulito e in ordine.
Da non crederci, eh?


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Pronto Biancaneve? Sono Cenerentola! Lo sai che il Principe ha detto che vuole sposarmi? Sono cosi' emozionata! E tu come stai col tuo principe?....pronto?....Biancaneve, ci sei? mannaggia, e' caduta la linea...

 
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- Cenerentola! Ma che cosa e' successo qui?

domenica 30 dicembre 2012

Per oggi non si vola

Sogno che sono nella vecchia casa sul lago maggiore che era appartenuta ai nonni dei miei nonni.
Sono lì da sola, a un certo punto trovo una specie di canottino arancione gonfiabile che galleggia sull'aria, se ti appendi puoi alzare i piedi da terra e nuotare come su una tavoletta nell'acqua, mi muovo così tra una stanza e l'altra finchè mi rendo conto che in realtà il canottino è un aiuto, ma io posso anche volare senza. In effetti molto spesso nei sogni io posso volare nuotando, ogni volta ci metto un po' a ricordarmi come si fa e se mi ci metto di impegno a pensarci non ci riesco, e neanche se voglio farlo vedere a qualcuno, ci riesco solo se mi rilasso e non penso a niente e credo che se voglio posso e allora mi capita.
Non facevo da tempo un sogno così, ma l'altra notte devo aver fatto qualcosa di analogo, c'era da salire su una parete verticale e io mi aggrappavo a una corda e poi nuotavo nell'aria verso l'alto. A pensarci bene forse la corda non era legata in alto, era solo uno strumento per permettermi di volare senza accorgermi di starlo facendo.

Allora inizio a volare nella grande casa e vorrei uscire dalla finestra e volare verso il lago liscio e scintillante nella sua foschia luminosa. Esco volando da una stanza ma entro in un'altra, e continuo così a non trovare la strada per uscire fuori, finchè riesco a infilare la finestra ma devo sempre superare cornicioni e cornicioni e poi tettoie e tettoie. So che è un sogno e che che è la mi mente che mi impedisce di immaginarmi -e quindi di farmi volare -oltre il lago. Mi impongo di uscire e finalmente sono pronta di fronte al lago.
Mi accorgo allora di essere stanca, di non avere tante energie e di avere delle cose da fare, dare la colazione ai bimbi, vestirli e poi uscire per vedere una mia amica. Perchè dovrei volare oltre il lago nella nebbia luminosa?
Lo so che so volare. Lo so che non ho bisogno di strumenti attraverso cui convincermi che posso volare.
Ma ho delle cose da fare qui.
Adesso non mi interessa volare.

martedì 21 agosto 2012

Sogna alto e cammina basso

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
Mahatma Ghandi


Sogna alto e cammina basso
Lascia il sogno librarsi senza vincoli di realismo
Lascialo distendere le ali attingendo nel profondo
Come assomiglia il mio sogno al tuo!
Resta connesso al sogno
non lasciare che si affievolisca e si afflosci
e cammina in basso, passo passo,
pianificalo e poi realizzalo
a piccoli passi
celebrando ogni passaggio
Il sogno è un bisogno
un bi-sogno è un doppio sogno, un sogno in due
accogli i miei sogni e i miei bisogni
come accolgo i tuoi
Bi-sogno tri-sogno quadri-sogno plurisogno...
sogno di sognare insieme un sogno selvaggio
selvaggio come una giungla
dove la diversità di ognuno crea un ecosistema
perchè la forza del lupo è nel branco
e la forza del branco è nel lupo
che ciascuno possa compiere il proprio cammino
perchè un cammino si compia insieme
e se ci si pesta i piedi nello stare vicini
e se ci si sente frenati dagli altri
e se ci sente incalzati dagli altri
e se si vuole vincere e non si vuole perdere
e i sogni e i bisogni non si incontrano fluidi
si danzerà col conflitto
si danzerà col dragone interiore
perchè il sogno ci unisce
perchè insieme si può spostare il mondo
una fetta di mondo
dateci una leva, un punto d'appoggio,
dateci un punto di partenza, un luogo, un  gruppo
e sposteremo il mondo
e saremo noi il cambiamento che sogniamo di vedere nel mondo
dentro di noi, tra quattro mura,
tra le cento case di un paesino, nella valle di un fiume,
in un Paese, in un continente, su un pianeta
una macchia d'olio che si espande dolcemente
e passando di lì di pensi
allora si può...

Grazie a Davide che ci ha guidato col Dragon Dreaming 
e grazie alle persone meravigliose che mi ritrovo accanto
(grazie Matteo per  il sogno selvaggio)

mercoledì 8 giugno 2011

Salve Corrente!!!


Ero a Trieste
Passeggiavo lungo le Rive
Sento una musica
Penso sia il mare
O il vento


Ma è un'orchestra
Hanno i piedi nell'acqua
Suonano e cantano 
Prima sommessamente
Come lo sciabordio delle onde
Poi si comincia a sentire
Il ritornello 

Salve Corrente!

(All'inzio è basso
Di volume e di note
poi cresce 
Di sottofondo comincia
a distinguersi il coro
bisbiglia ritmo serrato di violini)

tutto corre  tutto scorre
tutto cambia  tutto va



 
Salve corrente!
tutto passa  tutto corre
tutto muove  tutto va

Salve corrente!
tutto corre  tutto scorre
tutto cambia  tutto muove
tutto muta  tutto fugge
tutto torna  tutto va


Due uomini anziani in frac
volteggiano in un valzer
in un enorme pozzanghera
che rispecchia il cielo

altri due vecchi pescatori
danzano vestiti azzurri logori

la gente si ferma a guardare
e tutti cominciano a cantare
sempre più forte sempre più veloce
sempre più alto

Salve corrente!
tutto muove  tutto è nuovo
tutto scorre  tutto va!



Mi sveglio all'alba ancora cantando
diceva Salve o Grazie?
...era salve, sì, salve come salvezza,
però il sentimento era di Grazie, o di Grazia
La canto ai miei bambini appena svegli
e senza svegliare nessuno scavalchiamo il cancello dell'albergo
e corriamo sulla spiaggia vuota


mercoledì 24 novembre 2010

Marchingegno per l'autoanalisi delle relazioni

Dopo che sabato sono tornata a milano da sola in giornata e ho caricato tutta la casa inscatolata in tre macchinate, dopo che domenica con Ale abbiamo scaricato, ribaltato e ripensato la nuova casa di Sagliano, dopo che lunedì sono andata da sola nella casa nuova e ho dipinto qualche armadio e fatto pulizie di pasqua, dopo che avevo messo la sveglia alle 6.30 per tornare a milano in giornata martedì a comprare la macchina,dopo che Jonas aveva vomitato le prime 6 volte a partire dalle 24 (poi è arrivato fino a 8), dopo aver lavato tre volte vestiti, lenzuola, cuscini, capelli (le altre tre le aveva fatte Ale), dopo aver vomitato una volta pure io per sicurezza, verso le 5 del mattino ho fatto questo sogno:


(la lunga premessa aveva il triplice scopo di farmi compatire, complimentare e di far comprendere a chi se lo chiedesse come mai faccio sogni tanto complicati.)

Avevo creato, con un marchingeno simile a un flipper con uno schermo nero e le scritte verde fosforescente, un programma ( o software?) che permettesse a ciascuno di autoanalizzare lo stato della relazione di coppia e aiutasse a scegliere in quale direzione indirizzare le proprie energie.
Basandosi su una serie di grafici e domande aperte (che poi passerò a esporre accuratamente) il congeno era in grado di indicare se la relazione avesse l'ago della bilancia più verso la VITA o più verso la MORTE.
Naturalmente l'ago verso la morte non significa che la relazione sia morta e che ci si debba lasciare per forza, si limita a segnalare che, in base alla visione di chi utilizza il programma, quella relazione è destinata a deterioriarsi e a logorare i soggetti, a meno che non si cambi rotta.
Rispondendo sinceramente alle domande si dovebbero anche raccogliere elementi a sufficienza per stabilire se sia utile e desiderabile investire energie, e quante, per cambiare rotta oppure no.
Il softwere non fornisce risposte (per quelle è meglio rivolgersi a una maga o a un oracolo) ma aiuta il cuore e la mente a raccogliere tutti gli elementi per poter decidere autonomente.
Ne discutevo con mia mamma in un eccentrico locale berlinese aperto, metà da una parte e metà dall'altra parte di una strada trafficata, caratterizzato da angoli buissimi e altri illuminati stile aereoporto.
Mia madre era scettica sull'utilizzo di un oggetto teconologico e così razionale (mia madre?!?) e continuava a portare esempi che avrebbero dovuto far vacillare il mio progetto, ma riuscivo a respingere tutte le sue obiezioni spiegandole che c'era un dispositivo un grado di tenere conto di una serie di variabili.
Non riuscendo a smontarmi sul piano tecnico lei si mette a fare una serie di citazione dalla Bibbia e dai vangeli apocrifi (mia madre!!!???). Mi dice che Dio stesso, già nell'Antico Testamento, aveva insegnato che bisogna distruggere le strutture rigide ed Egli stesso aveva dato l'esempio smantellando la grammatica (base per la comunicazione umana) con la celebre frase "io sono colui che è".

mercoledì 23 giugno 2010

rivelazione sì ma quale

aprile 2010



come premessa e a mia discolpa aggiungo
che tutto questo sogno così lungo
l'ho scritto in questo modo ricercato
non per vezzo
ma perchè provaci te
in una settimana a leggere 1153
pagine di poesia del Novecento
alla ricerca di qualche poesia
da ficcare in un'antologia
che adolescenti e prof faccia contento




Tutta la mia famiglia o quasi
quella di prima, mamma papà nonna parenti vari
-non quella di oggi dove sono io la mamma-
un ristorante su un grattacielo forse
io distratta, i grandi parlano in piedi
con dei signori, là, della cucina
stranieri, la cordialità si muta in sdegno
io non capisco, come spesso in sogno
non è chiaro ciò che avviene e si fa
-del resto è chiaro forse nella realtà?
Mio padre dice no non se ne parla
andiamocene svelti via di qua
Volevano sposarti a un loro figlio
cose dell'altro mondo, andiamo, è meglio
Indiani, di nobile casato, sorpresi offesi
che abbiamo rifiutato un così nobile partito.

Si va a mangiare da qualche altra parte,
io porto un piatto di purè alla nonna,
solo seduta mi accorgo che
è davvero troppo poco quel purè.
Vado io, nonna, salgo al sesto piano,
ti riempio il piatto, faccio in un baleno
Non farla andare, se incontra quell'indiano?
Ma noi siamo civilizzati
non ci incastriamo in matrimoni combinati
Parlando allo specchio in ascensore,
ai miei capelli a zazzera, i pantaloni
stropicciati sporchi con stupore
perchè potrà volere me un indiano
non mite femminile ed elegante
come in India ce n'è tante?
Salgo le scale con il piatto in mano
ma sui gradini quasi al sesto piano
c'è un guerriero, morto o assai ferito
con una maschera di legno africana
strano vestito d'altri luoghi o tempi
io mi avvicino sento che respira
poi il sogno parte in mille fotogrammi
viaggiamo in africa tra le tribù
si ammatassa l'intreccio sempre più.
Era lui che mi voleva sposare
non perchè io, ma perchè occidentale
come unica possibilità
per sfuggire alla sua realtà
aveva amato forse un giovane africano,
o un'antenata era di quella terra
alla famiglia non poteva far guerra
l'unica via era andar lontano
così viaggiammo insieme lungamente
lui ragazzetto in cerca di radici
io curiosa di altri luoghi e gente
come fratello e sorella felici
lui fece un misterioso rito di passaggio
che da bambino lo divenne uomo
era questo il senso del suo viaggio
e dopo ripartimmo di nuovo.

Eravamo poi in una balera, una stanzona
forse in Guatemala, musica di quella zona
Adolescenti break dance e lenti
lui mi diceva dài balla con me
ero seduta da adulta li guardavo
ma sì che male c'è?
Prima però una stringa mi allacciavo.
Inizia un lento una bachata o jovanotti
cercherò di non esser io a guidare
una ragazza mi dà uno strano oggetto
un telecomando, un marchingegno nero
mi lascio andare stretta alle sue braccia
mi guida mi conduce mi trasporta
non tocco quasi coi piedi per terra
che beatitudine... affondo la faccia
nella maglietta lui mi tiene stretta
(questo sogno me lo voglio ricordare
quando mi sveglio glielo dico ad Ale
che mi deve portare a ballare)
mi guardo nello specchio: mi somiglio
capelli neri, pelle scura, tratti maya
mi hanno truccata per fare questa parte.
esco dal bagno rendo il congegno
tecnologico, poi ritorno come è logico
a cercare il cavaliere per continuare il sogno
...ma dove si sarà cacciato?
Son qua, vuoi ancora ballare?
È un ragazzino magro a parlare,
con la maglietta bianca e pulita...
…sei tu? Non ti ho riconosciuto....
tentiamo un giro di danze io stupita
dove è finita quell'emozione,
ebrezza leggerezza stordimento?
Non aspetto che finisca la canzone
torno a sedermi confusa con sgomento
Era quell'oggetto di tecnologia
a creare l'incredibile magia
una cosa comune tra i ragazzi
ma per me assurda, da pazzi!
Lui mi prega di ricominciare
ma era una sentimento artificiale!
Mica profondo, come io e Ale,
non nato coltivato conquistato
lui insiste si offende si dispera
poi mi invita con la barca in mare
con l'esplosivo ci vuol far morire
ma sei scemo? per un finto amore?
Ma certo capisco a quell'età
tutto è totale, tragico, si sa.
Che abominio poco educativo
fremiti e languori con un pulsante
ma che idea si fa dell'amore la gente?
Però mi resta anche a me lo struggimento
il desiderio di provare ancora
quella sensazione dolce ancora
la rivivo con la mente
col corpo vorrei averla presente.

il viaggio come ogni cosa finiva
per salutarsi era l'ultimo giorno
io lo cercavo intorno lui andava
con amici in moto non mi salutava





rivelazione sì ma quale?
del perchè si resta incastrati in certi amori?
o forse è per lo svezzamento
della mia bimba che diventa uomo
e quell'altro che va in bicicletta
gli spaghetti con la forchetta
pipì in piedi nel gabinnetto
-preventiva nostalgia di madre
che sente i suoi figli maturare via
e sa che non ritorneranno
soffici satolli molli di sonno
in braccio sulla pancia
guancia contro guancia?