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giovedì 24 aprile 2014

La casetta del liutaio musicista

angolo cottura
Non vi posso dire dove è questa casetta incantata per motivi di privacy (anche se non corro grossi rischi che chi ci vive possa accedere al web per scoprire che si parla di lui..)
angolo relax e musica
angolo musica



martedì 22 aprile 2014

un liutaio per amico

Avere dei liutai tra gli amanti della locanda comporta una serie di vantaggi tra cui questa lampada.

Se poi per caso un bel giorno facendo retromarcia ti capita di schiacciare la biciclettina di legno senza pedali progettata e realizzata dal papà Ale per instradare il suo bimbo di un anno e mezzo a un ciclismo precoce... non so che cosa potresti fare per rimediare al danno se non avessi un amico liutaio.

giovedì 3 aprile 2014

Campagna per la campagna: una valanga di vanghe

La scusa è la festa di Carletto e un pic-nic con tutto il bendidio che la famiglia Mascheroni ha riportato dal suo viaggio in Argentina.
La vera questione è che se non ci sbrighiamo a vangare 'sto campo condiviso col cavolo piantiamo i ceci ad aprile.
Al pic nic saremo in una trentina, forse una quarantina contando i poppanti, ma il campo resta intonso.

Parte la campagna per la campagna: Immortala il tuo impegno in campagna, posa anche tu per il calendario "Una valanga di vanghe"


Ok, bene...
hem...
...magari già che ci siete potreste anche dare anche una vangatina....

...Certo che se una passa la notte ad allattare poi si può anche capire che colga ogni occsione senza figlio in braccio per schiacciare un meritato sonnellino...


Sì, beh, certo da dei musicisti non è che si possa pretendere che siano anche degli esperti contadini...

 Se poi uno oltre che musicista è pure mastro liutaio, danzatore, cuoco provetto e conquistador...


           
Ok, è vero, con un figlio in braccio non è facile...







Figlio, o  amico affettuoso che sia...



mercoledì 2 aprile 2014

Prima il piacere, poi il piacere


Un pezzo di terra in pendenza, pieno di rovi e un po' in ombra.
Qui si potrebbe fare il cerchio del fuoco... Il campo in verità andrebbe vangato ancora un po' se tra 10 giorni vogliamo seminare i ceci. Ma domani festeggeremo il compleanno di Carletto con le vivande portate dall'Argentina. E' decisamente più urgente prepare lo spazio per il fuoco.

Basta sdradicare tutti rovi togliendo anche le radici, e poi togliere la terra da in alto buttarla in basso dove la si ferma con dei tronchi.
I bambini ci sostengono per 5 ore.
Ma alla fine però almeno accendiamo il fuoco per vedere se funziona

"lancia su il machete"
A guardare bene quei rami rischiano di bruciare, andrebbero tagliati.
Avere un circense treeclimber può essere molto comodo.
(peccato che è stata tagliata via pure la liana con la quale ci si poteva lanciare giù per la scarpata per raggiungere la pozza sacra)
Mimmi, affonda il titanic!
E' incredibile come l'essere umano- sopratutto un gruppetto di esseri umani- possano trasformare un luogo in relativamente poco tempo.
E' incredibile il piacere che dà lavorare di buona lena insieme e poi godere insieme dei risultati

Per saperne di più sul campo condiviso:
- Scendiamo in campo
- Lavorare a Sagliano
- Campagna per la campagna
- Luna piena zeppa a marzo

domenica 23 febbraio 2014

Lavorare a Sagliano

 Il lusso dell'autoproduzione in materiali naturali
(se calcoli che un cestino così potrebbe costare circa 15 euro e che ci ho messo circa 15 ore a farlo...senza contare il costo del materiale, direi che una bella bacinella di plastica risulta più conveniente)


Cipolle regalate dalla signora Vittorina, cestino intrecciato da me col maestro Claudio





Lavoro minorile non pagato in Locanda (noi lo chiamiamo "coinvolgimento dei bambini")

lavori
 Lavori nel campo collettivo
lavori

lavori






























(anche le relazioni umane sono lavori.
E anche godersi una giornata di sole a febbario.
E anche divertirsi.)
lavori


Per saperne di più sul campo condiviso:
- Scendiamo in campo
- Lavorare a Sagliano
- Prima il piacere, poi il piacere
- Campagna per la campagna
- Luna piena zeppa a marzo

domenica 26 gennaio 2014

Viaggio Sopra, Sotto e nel Mezzo

La mia piccola àncora malata mi mette nelle condizioni di dover cancellare i miei appuntamenti di shiatsu ufficiali per il Giovedì Sacro, e così per la seconda volta apro la mia casa a una giornata aperta di scambio di cure improvvisata. In un attimo siamo in sette (8 con la Mimmi) inclusa una preziosa vicina scoperta da pochi mesi che portava esperienza in massaggi thai e in impasto di pane. A turno teniamo il campo, affichè tutto fluisca senza troppa fatica, io faccio il mio con la Mimmi caldina di febbre in braccio. 
Siamo solo in due a non aver ancora chiesto niente. Invece di un massaggio vorrei fare un viaggio.
Se voi restate qui io mi offro per andare a cercare dentro di me una risposta per il mio amico tamburaio e chiedo a lui di fare altrettanto per me.
 In silenzio seduti sui tappeti, ognuno parte. Io mi trovo subito in qualcosa di vischioso, più denso dell'acqua, opaco, faticoso da attraversare, muovo le braccia per farmi strada nella nebbia, man mano che avanzo si rarefà...è aria tersa, ho ampie ali, volo in altissimo, sono un'aquila. Sento la mia forza ma non è esaltante come potrebbe, sono inquieta. Sto cercando qualcosa, non succede niente, sono nel nulla.
Ecco che  vedo le cime aguzze di un monte innevato, questo è il posto per il mio nido. Ma come faccio? Le pietre sono aguzze, è impossibile anche solo posarsi, e dove posso trovare pezzi di legno per costruire il nido? Qui non c'è niente! Mi viene una gran rabbia. Perchè devo stare in posto così desolato da sola? Guardo in basso e vedo una vallata e più in là il mare. Scendo in picchiata, velocissima, fa quasi paura, precipito come un sacco, sempre più veloce sempre più veloce, la valle si avvicina troppo in fretta, non riesco a frenare, cerco di ritardare l'impatto e il volo si allunga un po' fino a concludersi nel mare dove sbatto e affondo in un gran vorticare di penne e zampe molto poco dignitoso, continuo ad andare a fondo, fino agli abissi bui, mentre la velocità diminuisce.
Mi muovo con lentezza e pesantezza, mi rendo conto di essere un'immensa balena, nuoto a lungo nell'oscurità, sono meno nervosa e incazzosa, forse meno disperata rispetto a quando ero un'aquila, ma questa profondità solitaria non mi mette a mio agio, vorrei incontrare qualcosa o qualcuno, vorrei che succedesse qualcosa. Mi accorgo che sto risalendo perchè l'acqua è più chiara, luminosa, c'è un isoletta in mezzo all'oceano, il sole è caldo, la sabbia d'oro, piante e ombra fresca, il classico paradiso da agenzia di viaggio, sento onde che si infrangono dolcemente sulla riva, ma non sono più una balena, che cosa sono? non sono un animale... sento il vento sulla pelle, io sono l'isola!
E' una bella sensazione sentire il mio corpo così grande e così bello accarezzato dal mare, ma... che isolamento! Non ci viene nessuno qui?
A un tratto mi sembra che il suono che sento non sia solo quello del vento, sembrano voci...voci di sirena, negli scogli intorno all'isola ci sono delle sirene, ma non sono le classiche sirene affascinanti e maliziose, sono incastrate tra gli scogli e non riescono a liberarsi, più si divincolano più la loro pelle delicata viene squarciata dagli scogli aguzzi, sento il mio corpo prigioniero, agitato dalle onde e dal vano tentativo di liberarmi. Forse l'aquila può salvarle? Ma come? Con i suoi artigli acuminati le ferirebbe! La balena? Ma cosa potrebbe fare, se le tirasse per la coda dentro l'acqua si farebbero ancora più male sulle rocce. Cosa si può fare? Non c'è nessuna soluzione? L'isola vorrebbe fare qualcosa, ma cosa?
E' tutto così bello, luminoso e perfetto eppure l'aria è gonfia del pianto delle sirene e non si può fare niente per loro. Ma in questo posto c'è sempre il sole? Come è possibile?
E infatti piano piano il sole scende verso l'orizzonte, la luce si fa obliqua e si tinge di arancio e rosa, sopraggiunge la notte come un manto e si porta dietro la luna. Quando appare la luna l'acqua inizia ad alzarsi come per magia, la marea gorgoglia intorno agli scogli e nel giro di pochi minuti i corpi guizzanti sono liberi di tuffarsi in mare.
E così è finito, non c'era niente da fare. La balena nuota tra gli abissi e la superficie, l'aquila scende per cacciare e raccogliere materiale per il suo nido e ritorna sulle sue vette, l'isola sta, nel punto preciso in cui si incontrano il Regno dell'Alto con il Regno del Basso, e l'alternarsi di giorno e notte libera le sirene, senza che si debba fare niente di speciale, se non attendere il momento giusto.
- E' proprio così- mi dice il mio amico - grazie. Me lo potresti disegnare per favore?-
Ed ecco qui l'arazzo che ho cucito in una notte per raccontare il mio viaggio, usando tessuti trovati in casa.

Giovedì: il Cerchio delle Foreste

Giovedì di Silenzio al torrente
Giovedì: le chiavi di San Fermo
Giovedì: il Ciclo della luna e della vita
Giovedì: il Corpo della Dea
Giovedì: improvvisazione di plenilunio ai Buschi 
Giovedì: viaggio Sopra, Sotto e nel Mezzo
Giovedì: i massaggi dei bambini
Giovedì: giornata di Accoglienza e massaggi shiatsu 

La Guaritrice dei Buschi

lunedì 19 agosto 2013

Abitare in vacanza - Ferragosto in Locanda

Photo Mimmi
Per accedere dalla veranda al giardino privato della Locanda, fino a settimana scorsa si faceva comodo uso di un'asse in precario equlibrio su un tronco mozzato e un sasso.
E non si faceva che ripetere che si sarebbe proprio dovuto fare una scala. E i piccoli gridavano Mammaaa mi prendi in braccioooo! quando dovevano andare in giardino. E si diceva che avremmo davvero dovuto fare una scala. E ogni volta che si usciva in veranda o si andava all'amaca o al compost, si pensava che bisognerebbe proprio costruire una scala. E che si sarebbe proprio dovuto svuotare quell'armadio pieno di cose inutili e tutto impolverato che funge da muretto divisore coi vicini in attesa di autocostruire un meraviglioso muro in terra cruda (che però si ostina a non autocostruirsi!). E che bisognerebbe proprio mettere nei vasetti i fiori di camomilla che Simone ha raccolto e appeso a testa in giù in veranda e magari anche fare delle marmellate di more per celebrare la generosa proliferazione dei rovi a Sagliano.
Locanda Production!

Ed ecco a che cosa servono le vacanze di Ferragosto!
Oltre che ad ospitare Avanzi di Balera giunti in valle per ballare le Danze delle Quattro Province, gli Amici Internazionali coi quali puoi scegliere se parlare in Inglese Francese Italiano Spagnolo (castellano con accento cileno!) o fiammingo (per ora ci limitiamo ad ascoltarlo), e gli Amici Benedetti dal Signore e Molto Proliferi con i quali condividere le gioie della Genitorialità (leggasi: "bambini quando viene buio venite a casa!"), abbiamo anche fatto vasetti di camomilla, fiori di sambuco ed equiseto e marmellata di more.
Ma sopratutto abbiamo aspettato che non ci fossero i Mastri Liutai perfezionisti per raccattare avanzi di legno da segare e inchiodare misurando le distanze tra i gradini a occhio e croce e attribuendo al dislivello del terreno l'inspiegabile convergenza delle assi parallele che certo si incontrerebbero all'infinito se fossero lunghe all'infinito ma non sono lunghe all'infinito e quindi va benissimo così e abbiamo costruito la SCALA DELLA VERANDA!
Photo: Mimmi
Da quel giorno i bambini hanno iniziato a usare l'asse di equilibrio con estrema disinvoltura, lasciando la scala a chi si fida di noi...



  ***


E così anche quest'anno abbiamo festeggiato l'Assunzione in Cielo della Madre di Dio facendo vacanza a casa - perchè noi abitiamo in vacanza - sperando che un giorno anche noi verremo assunti in Cielo visto che sulla Terra non pare sia possibile.
Ma siccome per statuto siamo favorevoli ai miracoli,
Chiesa della Santa Maria Assunta di  Sagliano
non smettiamo di credere che verrà un giorno in cui noi soci dell'Assciazione La Locanda di Sagliano non dovremo più mettere le quote per l'affitto la luce il gas la spazzatura la manodopera i materiali per i lavori di restauro e manutenzione lo sbattimento logistico organizzativo culinario e promozionale per le feste e la pulizia, ma basterà il nostro benevolo sorriso e la nostra simpatia per tenere caldo questo piccolo cuore pulsante pieno di gente che va e che viene organizzando laboratori teatrali e di danza e scampagnate, condividendo la cucina, i bagni, le pulizie, a volte le stanze, e se va tutto bene anche il letto o la doccia (ricordo che è appena nato il figlio di una coppia mirabile che si è creata proprio durante la prima festa che si autorganizzò a Sagliano quando ci eravamo trasferiti qui da una settimana e io volevo invitare a pranzo le mie cugine e poi ci siamo trovati in 40 a suonare nel Circolino di Sagliano e l'unica cugina che poi effettivamente è venuta adesso è felicemente mamma!)

Santa Maria Assunta che c'hai lo stipendio fisso
paga per noi! 


venerdì 9 novembre 2012

Andiamo al castello

Ci sono giornate d'ottobre che proprio bisogna uscire di casa

e passeggiare per caso davanti alla canonica dove magari si trova qualche musicista sfaccendato


E se andassimo al castello di Sagliano?
Alle rovine del castello, si intende...

Qui è meglio darsi la mano....
















Ecco il castello!


All'ombra del castello

la Locanda di Sagliano vista dal castello