Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

martedì 4 novembre 2014

Ricordami chi sono: le mie radici in musica

Quando io ero piccola gli stranieri non esistevano.
C'erano altri paesi nel mondo dove vivevano altre persone.
In Italia stavano gli italiani. La mia famiglia era italiana, di Milano.
Per strada non avevo notato persone diverse da me, anche i bambini molto abbronzati, figli addottivi compagni di classe, erano italiani come me. Negli anni 80 a Milano c'erano i vuccumprà (sinonimo di centroafricani, che poi sono stati appellati tutti "senegalesi"), i lavavetri (sinonimo di nordafricano, che poi sono diventati tutti "marocchini"), e i filippini (sinonimo di "donna o uomo delle pulizie scuro di pelle", che poi sono diventati peruviane e rumene), e poi i cinesi (sinonimo di ristorante: "andiamo al cinese?")
Quando è arrivato il momento di scegliere l'università non sapevo se volevo fare la giornalista, l'insegnante, l'educatrice, l'antropologa o la guaritrice ma avevo chiaro che volevo lavorare con gli "extracomunitari" (allora era gentile chiamarli così. Gli spiritosi mi chiedevano se volevo lavorare con gli svizzeri.)
Ho studiato il fenomeno migratorio, ho fatto una tesi sugli adolescenti della generazione 1,5 (non prima generazione ma nemmeno seconda), ho scelto solo lavori che mi facessero interagire con i cosiddetti stranieri. Mi sono appassionata di clinica transculturale studiando il trauma migratorio dei genitori che si riflette sui figli anche se essi non hanno vissuto la migrazione in prima persona, anzi, ancora più gravemente per il fatto che essi non sanno a cosa attribuire il proprio malessere.
E' stato molto lungo il processo per cui alla fine sono giunta a riconoscere che forse se mi sento straniera non è solo perchè provengo da un'altra dimensione spaziotemporale pre-cosmica, ma forse c'entrano le radici che da generazioni nella mia famiglia sono state mozzate, imposte, negate o sminuite.

Così quest'anno, nel tentativo di offrire una alternativa valida al boicottaggio che ho scelto di imporre rispetto alla celebrazione splatter-cariadenti-vincailpiùforte di halloween, ho cercato di trovare un modo per celebrare questo delicato passaggio del'anno nel quale secondo molte culture le pareti tra questo e l'altro mondo sono più sottili. Quest'anno oltre a nominare tutti i componenti della famiglia, vivi, morti, non riconosciuti, abortiti o inglobati dolorosamente nella famiglia, ho scelto di dedicare ad ognuno di loro una canzone.
A volte accendo la radio in macchina con il preciso scopo di connettermi al tipo di vibrazione culturale nella quale la maggior parte delle persone che vivono in Italia sono immerse oggi. Allo stesso modo ascoltando le canzoni che forse i miei antenati hanno ascoltato da piccoli, forse potrò trovare qualche pezzo delle mie radici, restituendole anche a loro, in certi casi.
La mia preghiera per loro quest'anno è

RICORDATEMI CHI SONO  
E CHE COSA SONO VENUTA A FARE SULLA TERRA.


lunedì 20 ottobre 2014

Candele e chitarre a San Fermo!

Niente amplificazioni
- solo chitarre di alta liuteria e chitarristi eccezionali.
Niente riscaldamento 
- sangue scaldato dalla musica.
Niente lampadine  - solo candele infilate in sacchetti di carta pieni di cenere che giunti a un certo punto prendevano fuoco illuminando un anfratto della chiesa, mentre tutti noi, orecchie alle chitarre e occhi alle luminarie, ci muovevamo silenzionsamente per soffocare il bruciante eccesso di entusiasmo. 

sabato 2 novembre 2013

Sono un filtro di luce per te

Oggi mentre stavamo scrivendo le lettere ai morti, la Mimmi stava canticchiando una canzone. Quando glielo ho chiesto, mi ha detto che l'ha imparata all'asilo, qualcuno di voi la conosce?
L'ho stenografata in fretta e le ho chiesto se voleva spedirla a qualcuno. Mi ha detto "E' per lo zio Fra che è ancora vivo e per tutta la nostra famiglia e il tuo fratellino che non è nato".
Giuro che non ho modificato nè aggiunto niente.


Solo dentro di te
mi formerò
Sono un filtro di luce 
risplenderà sopra di me
Solo dentro di te
mi formerò
Solo uno spirito d'oro 
mi formerà
e compare una nuvola 
per ritrovarmi
per ritrovarmi in un mondo nuovo
così mi formerò
e nascerò di colpo
senza andare all'ospedale
e aspettare un sacco di volte
per andare sulla terra
perchè sulla barella dell'ospedale 
la terra non la vedo

Quindi sarò un filtro di luce per te 
giù sulla terra
e quello che sarà per me sarà in te
perchè noi siamo attaccati con il cuore 


(La Mimmi mi ha detto che questa è solo la sigla.
- La sigla di cosa? 
Della canzone.
- Ma che cosa significa "Filtro"?
Boh, non lo so.)

lunedì 14 ottobre 2013

Sei nata senza un cavolo

"Bambina piccolina, patatina col naso piccolino, patatino, tu come nelle favole sei nata sotto un cavolo..."
Recita così un'orribile canzone degli anni 60 (con un ancora più nauseabondo video che esplica didascalicamente la visione della donna promossa di questo viscido cantante), ma a me era piaciuta la versione ironica di Paolo Poli e chiaramente alla Mimmi piace un sacco.
L'altro giorno la Mimmi stava cantando:"Tu come nelle favole sei nata senza un cavolo..."
E Jonas ha corretto "Sotto un cavolo! Sei nata senza un cavolo non è nelle favole, è nella realtà!"



venerdì 27 settembre 2013

Che musica a Sagliano!

Ecco a voi i gloriosi esordi della banda di Sagliano (è sufficiente vedere un paio di secondi, non guardatelo tutto, piuttosto guardatevi questa banda qui e cliccate sugli strumenti per capire finalmente la differenaza tra tuba tromba trombone e susafono - che qui è segnato come soubsassophone, cosa che ha molto offeso il sassosofonista della banda di Sagliano (Giorgio One Man Jazz Band Show di Ponte Crenna- perchè oltre a non a aver inserito il sassossofono si sono inventati il subsassoffono apposta per umiliare i sassofonisti, che si sa, per definizione sono tutti Sexysaxman)

lunedì 13 maggio 2013

Babybanda e babysitting




Babybanda di Sagliano in Locanda

Servizio babysitting per il piccolo Zeno mentre i grandi fanno le pulizie in Locanda...
Chi fa ridere babyZeno vince un punto!

(Grazie alla Banda di Sagliano per l'involontario prestito degli strumenti...)

mercoledì 1 maggio 2013

La Banda di Sagliano!

 Nella ridente località di Torrazza Coste
Prove della banda di Sagliano in Locanda
(foto di Lorenza Salati, grazie!!)

venerdì 26 aprile 2013

25 aprile in Canonica

La canonica della Chiesa della Santa Maria Assunta di Sagliano, casa dei musici, dove risiede parte della Nema Problema Orkestar, dove è nata la Banda di Sagliano, dove a volte provano i Gran Bal Draq, dove si mangia si canta si balla, la pittrice Claudia Bessi ha il suo atelier, le galline e i conigli razzolano allegri, e la montagna a volte viene a trovarti in cortile, perchè se i musici non vanno alla montagna....la montagna viene dai musici, a palate di sabbia e sassi.
Per esempio le prove dei Gran Bal Draq...
Salùn-legnaia e principesse (accanto all'atelier di Claudia Bessi)

Ping pong a giro a ritmo di musica
L'orto della canonica, angolo di paradiso rubato al bosco in condivisione con i cinghiali
La Chiesa e la canonica vista dall'orto... con amaca e sottofondo musicale

sabato 16 febbraio 2013

Chi porta i calzoni, chi accoppia i calzini

I maschi vanno a suonare con la Banda di Sagliano a Pavia
e a tenere alto il nome di Sagliano
(e basso il nome della Scozia)
indossando gonne e calzamaglie
e lasciando a casa i calzoni
e le femmine
ad appaiare i calzini
a farsi passare il raffreddore
fare i capricci
e pulire
(suddividendosi i compiti, naturalmente)



martedì 25 settembre 2012

Liberi dai giuramenti

Oggi è Yom Kippur, che viene dopo i dieci giorni di capodanno ebraico in cui ogni ebreo tira un po' le somme dell'anno passato, perdonando e chiedendo perdono, avvicinandosi al divino e ritornando all'origine, a quella purezza che avevamo appena scesi sulla terra, perchè questi sono i giorni in cui si festeggia l'anniversario della creazione di Adamo ed Eva. E in questi giorni verrà stabilito se entreremo nel Libro della Vita o nel Libro della Morte. So che qualcuno storcerà il naso, parole come pentimento, preghiera e carità suscitano in molte delle persone che conosco orticarie e conati, per non parlare dell'idea del libro dei buoni e dei cattivi, come nelle peggiori scuole retrograde.
Se vi viene da vomitare interrompete subito la lettura, per carità!
Ogni anno mi avvicino a questa festa e ogni anno noto aspetti nuovi. L'anno scorso mi aveva colpito l'idea del tachlich, il gesto di svuotarsi le tasche in un corso d'acqua, l'altr'anno mi ero concentrata il tema della creazione. Quest'anno ho scoperto la preghiera del kol Nidrei, che si recita proprio questa sera, quando inizia il giorno del digiuno di Yom Kippur.

Detto in parole povere, si tratta di annullare voti, giuramenti e promesse che verranno fatte durante l'anno che arriva.
Ma come? Non dovevo riconoscere i miei errori, pentirmi e impegnarmi solennemente a non commetterli in futuro?
Ero lì che cercavo una formula magica, delle linee guida valide sempre e in ogni luogo, un giuramento che potessi pronunciare e che potesse guidarmi e darmi forza durante l'anno, a cui affidarmi, da richiamare alla mente nei momementi di difficoltà e questi mi dicono che invece devo annullarli tutti in anticipo?
Cioè forse state cercando di dirmi che devo fare affidamento sulla la mia naturale adesione al divino, senza ricorrere a metodi artificili di riforzamento etico? Che posseggo la forza di andare per il mondo senza essere legata a giuramenti e voti che mi proteggano dal pericolo di compiere il male se solo decido di attenermi strenuamente ad essi? 
L'idea che la mia anima possa essere sciolta da questi argini dettati dalla mia volontà mi dà un certo senso di smarrimento, sarò all'altezza di tenere la mia anima così libera?
E quindi in ogni situazione non potrò comodamente rifarmi agli impegni presi in un momento della mia vita, ma dovrò ogni volta attingere alla mia parte più profonda, alla mia saggezza divina, che va oltre a ciò che stabilisce la volontà, che va oltre a ciò che capisce l'intelletto, che è fusa e coincide con l'Armonia Universale, sintonizzandosi con la quale si può sempre sapere come è giusto agire?
Santi Numi! ora capisco che cosa significa essere scritti nel Libro della Vita o della Morte. Nel libro della morte si troveranno quelli che si autoassolveranno prima ancora di aver riconosciuto i propri errori, che stabiliranno una volta per tutte cosa è giusto e cosa no, ripetendo come zombie schemi rigidi, senza interrogarsi, senza timore di sbagliare, senza dubbi.



Traduzione del testo Kol Nidrei:

Tutti i voti, o impegni o consacrazioni o scomuniche o giuramenti o obbligazioni e qualsiasi termine sinonimo che potessimo aver pronunziato o giurato o consacrato o proibito per noi, • dal precedente giorno del digiuno di Espiazione fino a questo giorno del digiuno di Espiazione e...• ♦ da questo giorno del digiuno di Espiazione fino al giorno del digiuno di Espiazione che verrà per nostro beneficio. ♦ noi vi ritrattiamo con la presente dichiarazione dinanzi al nostro Padre celeste, se pronunziammo voto si consideri come non emesso, altrettanto dicasi per qualsiasi impegno, consacrazione scomunica giuramento obbligazione; sia annullato totalmente il voto, l'impegno, la consacrazione, la scomunica, il giuramento, l'obbligazione. Annullati i voti gl'impegni, le consacrazioni, le scomuniche i giuramenti, le obbligazioni, invochiamo remissione, perdono espiazione per tutti i nostri peccati. Conforme a quanto è scritto: sarà perdonato a tutta la congregazione dei figli d'Israele, e al forestiero che dimora in mezzo a loro perché tutto il popolo commise la cosa per errore.

domenica 9 settembre 2012

Mimmi's Song


Canzone composta sul treno trieste Milano da Giulia e trascritta fedelmente dalla sua mamma

Laggiù c'era una casetta
con drentro un contadino
che mangiava con la sua figlia
e la luce si svegliò
e poi andò a nanna
fai la nanna
fai la nanna
sshh...
e il contadino e la figlia nella casetta
ecco la morte del drago
ecco quel drago arriva
menomale il contadino ha la spada
ecco che il drago muore
ecco che era notte
e arriva una ballerina principessa
ciao ciao moglie
ciao ciao contadino
guardate che io sono una ballerina
e poi c'era Pierino
ciao Pierino, ce ne andiamo dal principe
ciao sono con i miei compagni a arte
ecco tutto quanto
grazie mille che ce l'hai fatta
grazie che hai ucciso il drago
e poi stai con noi
questa è la mia casa
ti porti a casa il tesoro
e ti metti gli orecchini
anche io ce li ho
e li metti nella carozza
e li metti nel tavolo rosa
meno male non si è sotto
li uso per andare a ballare
e il pricnipe dirà che bella che bella che bella
e le sorellastre diranno che brutta che brutta che brutta
che bella che bella che brutta che brutta
e adesso la ballerina va casa con il suo principe
e tutti fan la nanna

Seconda canzone:

C'era una fatina che brillava nel cielo
ecco il principe
non è pronto
si sta preparando
ciao fatina nel cielo
ecco scende giù la piccola fatina
vengo vengo vengo qua
vengo vengo vengo
fai la nanna piccolina
tu sei tutta bella
tu fai la nanna
che la luna mamma ti dirà
fai la nanna giù
con i bambini
tutti qui a fare la nanna...
sshhh.....

lunedì 6 agosto 2012

La danza della vita

per la regia di Francesco Segrè

Questo succedeva un anno fa a Sagliano....

Qui trovate il testo della filastrocca che ho inventato e illustrato con la stoffa.
Le copie di libretto fotografato, con tanto di cd contenente il video e la canzone musicata da Carlo Coppadoro e cantata anche da Jonas e Giulia, che avevo prodotto l'anno scorso sono state tutte vendute.
Ho avuto richieste di nuove copie, quindi a breve ci sarà una ristampa, se ci sono interessati fatemi sapere.
Qui trovate il messaggio promozionale per intero.
Il prezzo non è facile da stabilire, ho accolto e apprezzato molti scambi e baratti con cose altrettanto o ancora più preziose, chè è sempre bello vedere che si può fare a meno di usare i soldi... Facile da dire quando si ha la fortuna di avere un regista vero che fa le riprese gratis e un musicista vero che compone e registra la musica gratis, nonchè una moglie di tipografo che si fa pagare metà delle stampe con lavori di cucito creativo...

Francesco e Carlo, continuo a non sapere come ringraziarvi, ma un giorno troverò il modo...

martedì 13 marzo 2012

La comunità gassosa di Sagliano beach ti aspetta!!!

Antico paesino contadino, a misura di bambini, di anziani e di gioventù vitale, Sagliano si distende sulle soleggiate colline varzesi (in provincia di Pavia, estremo lembo della Lombardia, vicino all'Emilia Romagna, alla Liguria e al Piemonte, nella zona chiamata perciò delle Quattro Provincie, famosa per i balli tradizionali delle Quattro Province, suonate col piffero- mitigato talvolta dalle fisarmonica).
Grazie al particolare microclima, ortaggi e vegetazione rigliogliscono da febbraio a novembre. In compenso l'autunno è favoloso e l'inverno tutto è un gioiello...Nelle colline fuori dalla porta si trovano spiagge di sabbia finissima per fare castelli di sabbia e argilla per modellare animaletti, ruspe o bamboline, torrenti, cinghiali, funghi, volpi, caprioli e pare anche lupi...

I nativi sono per lo più molto accoglienti e generosi, una delle nostre due vicine di casa, la Rosetta, sostiene per fino che i nostri bambini sono silenziosi! L'altra nostra vicina, la Signora Vittorina ci dà sempre molti consigli e tutti ci fanno tanti regali che non sappiamo mai come ricambiare...

Qui (anzi per la precisione nella località Buschi perchè due case più in là iniziano i boschi e finisce il mondo civile) ci abitiamo noi, in una casetta con giardino alla quale siamo giunti grazie a poderosi calci nel sedere da parte della Divina Provvidenza. I nostri 3 piani, con giardino, orto e tre bagni, più campi inclusi nel caso avessimo la forza di occuparcene, costano 350 euro e pare che sia un prezzo molto alto per la zona.
Circa un anno fa, poche settimana dopo di noi, in pieno inverno si sono sistemati man mano sempre più musicisti della banda Nema Problema, più simpatizzanti e fidanzate, ospiti nella canonica della chiesa della Santa Maria Assunta (in Dosi Omeopatiche) a 200 euro al mese da versare in lavori di mantenimento.

Sempre in mezzo all'inverno, ma di quest'anno, si sono trasferiti qui anche altri amici, dei quali i più stabili sono una coppia con prole che contribuiscono ad abbassare l'età media del paese non di poco. Per meno di 400 euro al mese occupano l'ex-osteria di sagliano, con tanto di cucina professionale a norma, forno a legna, saloni e piano superiore abitabile spiazzo ex balera esterno e giardino segreto-orto sul retro.
qui si svolge anche l'asiletto autogestito, con l'aiuto della preziossima Claudia, che porta a zonzo i pupi la mattina, mentre il pomeriggio si fanno un po' i turni. (ATTENZIONE AI MESSAGGI SUBLIMINALI: certo, più mamme siamo, più i turni sono leggeri e se raggiungiamo dei buoni numeri si potrebbe anche fare una scuola libertar-steineriana in valle...)

Ultime novità: da pochi mesi è nata la banda di Sagliano, che raccoglie tra i più simpatici e affascinanti personaggi della Valle Staffora e un gruppo di acquisto neonato sta emettendo i primi vagiti e chissà che non si coltivi qualche pezzo di terra in comune, nel frattempo di certo per conserve e vino ci si coordinerà...

Insomma non è proprio una comunità, o forse si potrebbe definire comunità gassosa. Certo solida non è, a volte si fluidifica e ci si trova a mangiare insieme per giorni di fila, altre volte è più allentata, la si inventa giorno per giorno, ricercando passo passo equilibri che per natura cambiano.

Tutto questo non lo dico per farvi invidia: lo dico per dirvi: ce ne sono ancora di case libere... 

sabato 20 agosto 2011

Charo e Charo

Due omonime famose agli estremi:

La Charo del Cuchi Cuchi (nome completo: María del Rosario Pilar Martínez Molina Gutiérrez de los Perales Santa Ana Romanguera y de la Hinojosa Rasten) spagnola di famiglia non benestante, racconta di essere arrivata negli stati uniti giovanissima ed essersi proposta come chitarrista di flamenco in un locale. Il gestore, dopo un rapida occhiata al suo decoltè, la assunse persuadendola a lasciar da parte la chitarra.
Con i primi soldi guadagnati grazie al movimento pelvico da lei battezzato Cuchi Cuchi, la poveretta pensò bene di trasformare il suo grazioso naso a patatina in una brutta copia di quello di Michael Jackson.
Gli anni passano, ma Charo lo nega: secondo lei i preti si sono sbagliati a dire che è nata nel 1941, perchè lei in realtà è del 1951 (questo le ha creato alcuni problemi quando si è sposata a soli 15 anni....)
Provo compassione per questa bambina invecchiata, che dopo una vita passata in America parla ancora l'inglese con un accento spagnolo che al confronto la mia professoressa di inglese delle superiori sembra una madrelingua, con il suo sentirsi in dovere di avere lo stesso tipo di sensualità che aveva a 20 anni (o 10, che dir si voglia), i video imbarazzanti nei quali dimostra le sue abilità di chitarrista sempreverde, anche quando sono al servizio di cause nobili come la sensibilizzazione contro la corrida, e quel povero vitellino accanto a cui lei ancheggia affannosamente nella discoteca piena di arrapati, che forse si sta chiedendo se non sia più gradevole correre nell'arena sperando di incornare il caliente torero palestrato.



Charo Cofrè invece è cilena, chitarrista anche lei e allieva di Violeta Parra (motivo per cui sua figlia si chiama Violeta). A sedici anni, vince il primo premio al più importante festival canoro del Cile: "Facciamo del Folklore un'arma per la nostra lotta", dopo il golpe fa spettacoli nei quartieri operai, suona e canta con suo marito, nel suo video si mostra serena e dolce sformata dalla gravidanza, estenuata e sorridente dopo il parto, materna e affettuosa con la sua bambina impiastricciata di cibo, invecchiata e commossa accanto a sua figlia che si sposa.


lunedì 2 maggio 2011

Danza della libertà per Pesach

Ecco lo spettacolo-canzone che abbiamo composton Jonas ed io e abbiamo cantato e recitato con i nostri nuovi amici a Pesach e con i cuginetti per tutti i giorni seguenti.
Lo spettacolo è intramezzato di parti raccontate che non vi riporto, la sceneggiatura la trovate in quel bestseller al capitolo sull'Esodo


In Egitto erano tempi amari
tante frustate e sorrisi rari (mimare le frustate)
sotto il sole a costruire mattoni
con fango e paglia per i faraoni (mimare l'impasto dei mattoni)
 

Ritornello in stile tammurriata:
Tu tu tu tu tu tu
ci hai liberato dalla schiavitù
Tu tu tu tu tu tu
ci hai liberato dalla schiavitù

Tu hai detto a Mosè:
Lascia tutto e vieni con me  (mimare tutti insieme le fiamme del roveto ardente)
voglio portarvi in Israele
e liberarvi dalle catene”

             Rit.(tutti battono mani, piedi, coperchi, chitarre e flauti)
roveto ardente

lunedì 20 settembre 2010

Canzone di Giona

La nonna (di Jonas) -non la mia mamma, naturamente- ci ha detto che oggi è San Giona.
Per festeggiare ha comprato delle formine di biscotti della fattoria e Jonas ha fatto 10 mucche ed era molto contento.
Io mi sono limitata a cantargli questa canzone che ho improvvisato molte sere per lui cantandola molto lentamente con l'esplicito intento di annoiarlo e farlo dormire.
Col tempo ha acquisito una sua forma, anche se ogni strofa segue una melodia più o meno ebraica, ma sempre a sè stante rispetto alle altre.
Non viene molto bene letta, ma se avete problemi di insonnia posso sempre cantarvela.



Un giorno a Giona disse Dio
quel che devi fare te lo dirò io:
“Devi andare alla città di Ninive
e dire agli abitanti che
si stanno comportando male,
la punizione sarà fatale.”

Ma Giona rispose: “NO, no, no!
Non voglio aiutare quelli là
mi stanno antipatici, si sa!”
Così Giona salpò sopra una nave
per fuggire lontano sul mare,
le parole del Signore allontanò dalla sua testa
ma in mezzo al viaggio....scoppiò una gran tempesta.

giovedì 8 luglio 2010

L'Italia di chi non ci è nato

Fa bene ricordarsi che anche a noi è capitato di partire "sognando". Questo lavoro lo hanno fatto un gruppetto di ragazzi appena arrivati in Italia (da Egitto, Filippine e Albania) cercando le immagini in internet

Questa canzone l'hanno composta e cantata ragazzi egiziani durante il corso estivo di italiano (i ritornelli li ho composti io dopo aver raccolto i loro racconti, le strofe sono state pensate e scritte da loro, rispondendo alle mie domande)